Donzelli Libri
Libri editi da Donzelli pubblicati nella collana Saggi Storia E Scienze Sociali Unione Sovietica (fino al 1990)
Democrazia e terrore. Le dinamiche della repressione nell'era di Stalin Goldman Wendy Z. - Donzelli, 2008 - Saggi. Storia E Scienze Sociali
Cosa significava vivere giorno per giorno nel clima del Grande terrore? Grazie all'apertura di archivi finora inaccessibili, l'autrice esplora il paradosso di un sistema repressivo instaurato attraverso i meccanismi di partecipazione democratica nel partito, nel sindacato e nei luoghi di lavoro: nella psicologia di Stalin e dei suoi sostenitori non esisteva infatti contraddizione fra repressione e democrazia. E fu proprio la sollecitazione all'attivismo di massa a scatenare una scomposta guerra di tutti contro tutti, in cui l'impulso alla denuncia dei "nemici del popolo e della rivoluzione" finì con lo sfuggire al controllo e diede vita a un processo di autodistruzione. Le grandi purghe inaugurate contro gli oppositori dentro il partito si estesero fino a portare agli arresti e alle uccisioni in massa di presunti sabotatori e nemici di classe, accusati di scarsa "vigilanza" rivoluzionaria. Decentrando l'attenzione dalle vicende interne dei gruppi dirigenti e degli organismi di vertice del partito, le centinaia di documenti d'archivio consentono di ripercorrere i tortuosi fenomeni psicologici e organizzativi che all'interno di ogni istituzione e di ogni singolo luogo di lavoro innescarono una catena di conseguenze indesiderate che coinvolsero la vita di milioni di persone e compromisero irrimediabilmente il primo esperimento socialista.
La rivolta degli orfani. La vicenda del ribelle Pugacëv Natalizi Marco - Donzelli, 2011 - Saggi. Storia E Scienze Sociali
Nel settembre 1773, Emel'jan Ivanovic Pugacèv, un cosacco del Don disertore e fuggiasco, giunto sulle rive dello Jaik, dà inizio alla sua rivolta, spingendo a insorgere, dagli Urali al medio Volga, russi, cosacchi, baskiri e tartari. Sulla scorta di preziose fonti locali e della più aggiornata storiografia internazionale, Marco Natalizi si addentra in un contesto regionale multiforme restituendo una nuova interpretazione di una ribellione, la "pugacévscina", che coinvolge popolazioni di diversa etnia e religione e investe l'intero impero russo. L'autore dimostra come il sentirsi "orfani" di un potere paterno, ritornato ad abbandonare i propri sudditi in balia del ceto nobiliare, e il senso di insicurezza denunciato nell'Assemblea legislativa di Caterina II abbiano portato gruppi dagli interessi più diversi a ribellarsi allo stato cateriniano. Ne emerge un quadro in cui la visione dei ceti popolari trova, a livello folklorico e religioso, una rappresentazione nell'"impostura di Pietro III", mentre sul piano politico si traduce nel rimpianto per un modello statuale in grado di assicurare il controllo della nobiltà e la protezione dei sudditi. E questo nel contesto di un impero divenuto terreno per esperienze diasporiche e per comunità culturali per le quali modelli di riferimento come l'etnia o la difesa delle autonomie esercitavano ridotta attrattiva.