Donzelli Libri
Libri editi da Donzelli pubblicati nella collana Virgola Cultura popolare
Napoli in scena. Antropologia della città del teatro De Matteis Stefano - Donzelli, 2012 - Virgola
Napoli, nell'immaginario comune, è la città-teatro per eccellenza e per raccontarla si è sempre fatto ricorso - fino ad abusarne - alla metafora della scena, tanto che gli stessi abitanti sono convinti di vivere su un palcoscenico, dal quale recitano ogni giorno la loro vita quotidiana. Per vedere se c'è del vero nello stereotipo della Napoli-teatro, il lettore viene guidato nei vicoli della città antica, come in un caleidoscopio, attraversando storie di vita, scorrendo giornali e testi letterari, seguendo tracciati familiari o rituali di interazione, fino ad affrontare alcuni aspetti della produzione e dei consumi culturali. Strumenti utili a ricostruire le pratiche di un'identità che traeva forza da quel tessuto di vita popolare fatto di marginali e di popolo "basso". Per mettere poi il tutto alla prova nel confronto con le storie raccontate dal teatro: da Raffaele Viviani al magistero di Eduardo De Filippo, passando per quella folla anonima di autori, attori, cantanti che hanno costruito la storia e rafforzato l'identità della città. Alla fine del percorso, vedremo se qualcosa, di tutto questo, è giunto fino a noi e come sopravvive. E troveremo risposta alla domanda conclusiva: ma i napoletani recitano ancora?
Ci riguarda. Un viaggio per parole e immagini nella Basilicata d'oggi. Con DVD Bocchino Alessandra - Donzelli, 2014 - Virgola
Esiste ancora la Lucania arcaica e magica di Carlo Levi? O è stata soppiantata da quella luminosa e ritmica del film "Basilicata coast to coast"? E se entrambe convivessero? Un Sud unico eppure "universale" si cela e si palesa al tempo stesso nella regione non a caso prediletta da Hollywood per i suoi set, da Richard Gere a Mel Gibson. Ma, oltre lo schermo e gli schermi, il viaggiatore e il lettore ritrovano o scoprono una terra tanto concreta quanto metafisica, un'astrazione palpabile della mente, un paradigma della modernità che ci riguarda. In questo viaggio per parole e immagini di Alessandra Bocchino - narratrice con la macchina da presa -, protagonisti sono gli incontri con artisti, letterati, economisti, agricoltori, registi, fumettisti, albergatori, titolari di aziende di famiglia o incalliti sognatori venuti dal nulla, eredi del passato o cercatori di futuro. Un libro e un "documento filmato" per dare corpo e visioni all'oralità che, come mille anni fa, genera storie e le rende autentiche, possibili. Tra la miseria e il sole, con Albert Camus: "Fatevi sotto la battaglia in corso vi riguarda eccome".
Storia sociale dei tatuaggi Castellani Alessandra - Donzelli, 2014 - Virgola
C'è stato un tempo in cui il tatuaggio non era diffuso né ammesso come una forma di modifica del proprio corpo. Secondo la Genesi, il primo tatuato della storia, più precisamente segnato, è Caino, la cui discendenza sarà maledetta. Tra i caratteri distintivi del tatuaggio c'è proprio quello di essere un marchio deprecabile, spesso associato a prostitute e reietti. Incisione sulla carne poco praticata in Occidente, il tatuaggio compare per la prima volta nel nostro mondo nei diari di James Cook, che usa il termine "tattoo" di ritorno dal suo primo viaggio nei mari del Sud. È a partire dai mirabili resoconti dei viaggiatori del Settecento che si sedimenta una rappresentazione esotica di remote etnie, in cui i tatuaggi svolgono un ruolo fondamentale nel definire l'alterità di popoli sconosciuti. Proprio in virtù del suo alone maledetto, il tatuaggio raggiunge una notevole popolarità con la scena punk a metà degli anni settanta del secolo scorso, quando comincia a essere praticato e interpretato come una forma simbolica di ribellione. In un'epoca caratterizzata da una profonda crisi economica e da un alto tasso di disoccupazione giovanile, infatti, la teatralizzazione punk della precarietà avviene anche attraverso i tatuaggi, autoinflitti, in cui si ribadisce una condizione selvaggia e marginale.