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Libri editi da Edifir pubblicati nella collana Studi Itinerari Memoria Storia

L'emancipazione ebraica in Toscana e la partecipazione degli ebrei all'unità d'Italia libro
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LIBRO   9788879705479

L'emancipazione ebraica in Toscana e la partecipazione degli ebrei all'unità d'Italia Liscia Bemporad D. (Cur.)   -  Edifir, 2013  -  Studi, Itinerari, Memoria

L'Unità d'Italia fu un momento determinante nel processo di emancipazione della minoranza ebraica che da quel momento poté affacciarsi al mondo politico, culturale e artistico italiano con la possibilità di recitare un ruolo da protagonista. Emancipazione ebraica quindi come elemento fondante della nuova identità liberale che trovò in Toscana, regione con una storia democratica parzialmente consolidata, terreno fecondo. Il volume, che racchiude gli atti dell'omonimo convegno (Livorno, Pisa, Firenze, 28 febbraio-1 marzo 2011) rappresenta una grande occasione per ricostruire nelle sue molte sfaccettature il contributo dato dalla piccola ma vitale popolazione ebraica del Granducato alla costruzione dell'identità nazionale. Dal fermento della Nazione ebrea di Livorno al rinnovamento della sinagoga di Pisa nel progetto di Marco Treves, dalla svolta "scientifica" negli studi ebraici e biblici alla saga delle donne ebree nell'Italia unita, fino al Tempio monumentale di Firenze, edificio il cui primo progetto fu proposto proprio nel 1861 e che una volta inaugurato divenne per l'ebraismo toscano il simbolo più evidente della ritrovata libertà.

€ 18.00 € 17.10
LIBRO   9788879707657

Dante Alighieri e la battaglia di Montecatini. 29 agosto 1315 Ferretti Vasco   -  Edifir, 2015  -  Studi, Itinerari, Memoria

La battaglia di Montecatini, dopo la vittoria di Campaldino (1289), doveva rappresentare per i Guelfi di Firenze e i d'Angiò di Napoli la definitiva resa dei conti con i Ghibellini di Pisa e di Lucca guidati da Uguccione della Faggiuola e Castruccio Castracani. Il gigantesco scontro armato si risolse, invece, per Firenze in una tragica disfatta che lasciò sul campo di battaglia, secondo i cronisti dell'epoca e lo stesso Niccolò Machiavelli, migliaia di morti. Per il riscatto dei tanti prigionieri appartenenti alle più nobili casate Firenze dissanguò la sue finanze, rendendo in compenso più drastiche e umilianti le condizioni per il rientro in città di chi, come l'Alighieri, si trovava esiliato da ben tredici anni. La tradizione, avvalorata da diversi biografi della vita di Dante, vuole che, potendo contare sulla protezione di Uguccione, lo stesso sommo poeta attendesse nei pressi del castello di Montecatini l'esito della contesa dalla quale dipendeva l'ultima speranza di tornare per il resto della vita nella sua città. Speranza di vita che non ebbero, invece, perché morti sfidandosi l'un contro l'altro nel vivo della battaglia, i giovanissimi comandanti Carlo d'Acaia, nipote del re di Napoli, e Francesco figlio dello stesso Uguccione.

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