Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al 1945
Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al secondo dopoguerra
C'era una svolta Ferro Martino - Edizioni Ambiente, 2011 - Verdenero
"C'era una svolta" sono le fiabe italiane del Terzo Millennio, una riscrittura delle celeberrime fiabe calviniane, un omaggio e una rielaborazione polemica e intelligente, in chiave contemporanea. In questa raccolta l'autore ci fa incontrare e conoscere il Mago Ogm, il Lupo Camorro, l'Orco babbo, accompagnandoci con passo leggero e deciso attraverso i temi più dibattuti del nostro presente: la mafia, l'omosessualità, la crisi economica, il precariato, l'acqua e il nucleare. Nel più totale rispetto dell'originale, le fiabe vengono raccontate da un narratore, in questo caso Tonino Buttalammare, italiano recluso nel carcere di San Quentin, California, U.S.A., condannato a morte.
Bloody Mary Vichi Marco Gori Leonardo - Edizioni Ambiente, 2008 - Verdenero
Marek arriva da Cracovia. Educato, bravo figliolo, diploma appeso al muro che vorrebbe prendere a sputi, per quanto è inutile. E partito con il miraggio del lavoro sicuro in Italia: poco importa che sia la raccolta di pomodori, non disdegna certo il lavoro dei campi. Non sospetta lo sfruttamento estremo, la fatica che distrugge, i traffici nauseanti. Aleya invece non ha potuto fare nessuna scelta mentre diventava ragazza in un villaggio nigeriano. Troppo bella per passare inosservata, dunque violentata, rapita e scaricata sulle coste italiane come bestiame da piacere. Dai bordelli di lusso giù fino alla strada. Due giovanissimi, due storie opposte. Il loro incontro innescherà un incendio.
L'ultimo giorno felice Avoledo Tullio - Edizioni Ambiente, 2008 - Verdenero
Francesco, architetto cinquantenne di successo, una domenica, insieme a moglie, figli e altre famiglie modello, si imbarca per una gita alle isole della laguna veneta. Ma non riesce a godersi la bella giornata. Il cellulare squilla in continuazione, e a ogni chiamata i fili della sua vita sembrano aggrovigliarsi nella sua testa in modo inestricabile. C'è quella ragazza, che sceglie sempre il momento sbagliato. E poi il Polacco, che polacco forse non è. E poi ci sono i ricordi, più vivi della gente che lo circonda. Quelli teneri dell'infanzia, quando giocava lungo l'argine del fiume e quelli molto più prossimi, che si affacciano come incubi. I terreni venduti, il dolore e la rabbia di suo padre sul letto di morte. D'altronde ne aveva bisogno. Di proprietà ne è rimasta una sola, quella dove abita zio Tarciso. Quel vecchio pazzo. Il lento snodarsi di un pranzo slow food, ricordi che montano fino a irrompere nella realtà con la cruda durezza del crimine. Un romanzo di atmosfere e rimpianto, in cui l'ironia lucida e disperata della prosa di Avoledo racconta il progressivo deterioramento dei nostri fiumi e delle nostre vite.