Edizioni Clichy Libri

Libri editi da Edizioni Clichy pubblicati nella collana Sorbonne Italia

LIBRO   9788867995721

Fabrizio De André. Il mio cuore le restò sulle labbra Gurrieri T. (Cur.)   -  Edizioni Clichy, 2018  -  Sorbonne

«Io penso che un uomo senza utopia, senza sogno, senza ideali, vale a dire senza passioni e senza slanci sarebbe un mostruoso animale fatto semplicemente di istinto e di raziocinio, una specie di cinghiale, laureato in matematica pura». Non è certo necessario spiegare chi è stato Fabrizio De André, un uomo e una voce che fanno parte della nostra storia e del nostro immaginario. Il tentativo di questo volume, che esce per celebrare con immenso affetto i vent'anni dalla sua prematura e tragica scomparsa, è quello di offrire una lettura della sua opera meno consueta di quella ormai abusata di «poeta degli ultimi» o di «cantore dei sofferenti». Una lettura forse meno «corretta» ma non meno appassionata, che cerca di metterne in evidenza anche i limiti umani, per raccontare però soprattutto la grandezza anarchica della sua visione davvero libera del mondo e soprattutto la sua pietà, quella rara attitudine umana che gli ha consentito di essere «accanto» a tutti gli esseri umani, anche quelli caduti e persi.

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LIBRO   9788867992829

Carlo e Nello Rosselli. Testimoni di giustizia e libertà Spini V. (Cur.)   -  Edizioni Clichy, 2016  -  Sorbonne

Questo libro racconta Carlo e Nello Rosselli, attivisti antifascisti, ancora oggi punti di riferimento del pensiero libero e democratico, che furono uccisi in Francia nel 1937 per mano dei sicari inviati da Mussolini. Il curatore ne ripercorre la storia personale, ma soprattutto le idee e la visione politica.

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LIBRO   9788867992010

Giuseppe Di Vittorio. Il valore del lavoro Landini M. (Cur.)   -  Edizioni Clichy, 2015  -  Sorbonne

"Noi siamo certi che la grande maggioranza degli italiani ci aiuterà a compiere lo sforzo necessario per risollevare il Paese dalla povertà. Ecco la funzione sociale per i ricchi: si facciano un merito una volta tanto. Ma poiché si tratta di darsi un merito si possono obbligare a conquistarlo". Nella polemica con le organizzazioni padronali sulla sua proposta di Statuto dei diritti dei cittadini lavoratori, Di Vittorio sottolinea continuamente che "anche nelle aziende i lavoratori sono liberi cittadini". È un'affermazione civica e politica - nel senso dei diritti fondamentali che la Repubblica deve garantire a tutti ovunque - ma è anche un'importante chiave di lettura sindacale sul ruolo del lavoro nella società: sostiene che il lavoratore rimane un cittadino anche in fabbrica perché la sua natura umana non si esaurisce nella prestazione lavorativa: afferma che l'operaio, il tecnico, l'impiegato sono qualcosa di più della mansione cui sono assegnati e per questo pretendono i loro diritti di "cittadinanza".

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