Edizioni Dedalo Libri

Libri editi da Edizioni Dedalo pubblicati nella collana Libelli Vecchi E Nuovi Struttura e processi politici

La Religione nella democrazia libro
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LIBRO   9788822055149

La Religione nella democrazia Gauchet Marcel   -  Edizioni Dedalo, 2009  -  Libelli Vecchi E Nuovi

Nel pensiero di Marcel Gauchet la riflessione sulla religione ha sempre avuto come sfondo l'analisi politica. Anche in questo volume i due piani sono strettamente intrecciati. Lo spunto è fornito dalla ricostruzione storica della laicità in Francia. Dovendo spiegare il perché dell'attuale crisi, Gauchet propone una lettura eterodossa, in perfetta sintonia con la sua ormai celebre tesi dell'uscita dalla religione. La laicità non è travolta da un'onda di riflusso della fede, al contrario è costretta a ridefinire i suoi confini proprio a causa del progressivo ritirarsi di quell'onda. Il ritorno delle religioni non è che la conseguenza paradossale della vittoria democratica: l'esaurirsi delle vecchie ambizioni politiche regala alle religioni un nuovo diritto di cittadinanza. Questo nuovo equilibrio tra religione e politica è esaminato nella seconda parte del libro: qual è la sfida che deve affrontare una democrazia privata di qualsiasi riferimento trascendente? Quale ruolo possono giocare le religioni all'interno di una sfera pubblica necessariamente votata al pluralismo? Rispondendo a queste domande Gauchet propone un'interpretazione originale della politica del riconoscimento.

€ 20.00 € 19.00
LIBRO   9788822055125

L'Europa verso il suicidio? Senza unione federale il destino degli europei è segnato Ercolessi Giulio   -  Edizioni Dedalo, 2009  -  Libelli Vecchi E Nuovi

La dimensione europea determina ormai la nostra vita civile non meno di quella nazionale. Solo attraverso una vera unione federale noi europei potremo ancora contare qualcosa nel mondo globale e non essere interamente oggetto di decisioni altrui. Solo così anche l'Italia, per quanto pessimamente governata, potrà forse sfuggire alla bancarotta civile ed economica. Come europei cominciamo a essere riconosciuti dagli altri abitanti del mondo, eppure l'Europa non è divenuta un elemento decisivo della nostra identità civile. Il "deficit democratico" dell'Europa intergovernativa, le sue ricorrenti paralisi decisionali, il carattere astruso e privo di un comprensibile filo logico dei suoi trattati ne fanno il capro espiatorio di un populismo demagogico e autolesionista. Il senso comune riconosce all'integrazione europea la sola virtù, ritenuta ormai quasi una banalità, di aver fatto convivere e collaborare in pace e prosperità paesi e popoli che non avrebbero assolutamente nulla in comune. Ma la costruzione europea non può essere una confederazione fra alieni o una piccola Onu. Costringe invece a ripensare che cosa costituisca nel mondo globale la soggettività politica, fino a ieri impersonata dagli Stati-nazione.

€ 20.00
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