Edizioni Di Ar Libri
Libri editi da Edizioni Di Ar pubblicati nella collana Il Cavallo Alato Storia della filosofia occidentale
Appunti Gómez Dávila Nicolás - Edizioni Di Ar, 2016 - Il Cavallo Alato
"Pensare è dare una risposta", scrive l'autore di "Appunti". Ma un pensare che sia un ordinare l'attività della mente secondo quella che Gómez Dávila denomina la "sintassi gerarchica", la forma concentrica della visione ideale che il soggetto pensante intuisce, gradualmente coglie e finalmente indossa. Perché, assicura l'autore, miriadi sono gli sciami di idee-pensieri che si avventano sull'essere umano per avere di lui ragione e possederlo. In tal caso questi non pensa ma soccombe agli assilli che invadono la mente: viene pensato. Le idee, quelle in senso proprio, sono invece pochissime, e solo ai pochissimi si offre la grazia della loro contemplazione: una considerazione delle idee che per l'autore occorre trasformare in visione del mondo formativa delle migliori esistenze individuali. La lettura di questi "Appunti" di Nicolás Gómez Dávila, imponendo al pensiero una incomune concentrazione, ne favorisce la purificazione: quindi la decantazione delle risposte del lettore agli stessi interrogativi della vita nel nostro tempo.
Leopardi e Schopenhauer De Lorenzo Giuseppe - Edizioni Di Ar, 2014 - Il Cavallo Alato
Il vizio di antologie e storie della filosofia è di presentarci i pensatori con una carrellata superficiale, senza porre la minima attenzione a certe sorprendenti sincronie e ad altre, ancor più notevoli, fratellanze d'anima. Dobbiamo ricordarcelo, invece, che l'Ottocento aveva, insieme, Leopardi e Schopenhauer. Tra loro ci fu un significativo dialogo "senza parole", oltre il chiasso che si faceva intorno. Leitmotiv: il pessimismo esistenziale, la convinzione che il male tenga l'uomo tra le grinfie, male che si esprime come caducità, fragilità, erranza (quel girovagare mesto del pastore dell'Asia appeso all'incanto di un raggio di luna). Ma, accanto a questo "pensiero dominante", molte e varie sono le verità di cui ragionano Schopenhauer e Leopardi, sconfinando dalla schietta contemplazione del vuoto al terreno virtuoso della politica. Grandi reazionari, entrambi. Convinti di abitare un secolo mortificato dalle masse.