Edizioni Ets Libri
Libri editi da Edizioni Ets pubblicati nella collana Parvae Mousai Archeologia
Dalla lavra a Loreto. Inseguendo una parola travisata. Acqua, pietra, sacralità diffusa Bellucci Franca - Edizioni Ets, 2025 - Parvae Mousai
Da un sasso può generarsi una frana: per azione di forze naturali, di cui l'acqua, nei suoi vari stati, è visibilmente protagonista. Certo, l'esperienza di disastri subíti ha dato modelli alla tecnica. Il concetto di «lavoro» - labor come sostantivo latino, che i comparatisti confrontano in altre lingue - ha attraversato fasi, fino alla dignità sancita a metà del XX secolo. È stato l'«attrito che consuma», a partire dall'acqua, che labitur, «scivola», ma anche «corrode»; e «ravaneti» sono i canaloni, naturali ma alimentati dagli scarti del "cavar pietra". Da questo antefatto, il saggio si affissa su una rosa di termini, al cui centro sta «Loreto», denominazione diffusa, in cui gli esperti vedono l'omaggio al culto mariano praticato nel noto santuario delle Marche. E certo quel culto ha molto influito: l'apice coincise con il 1683, alla liberazione di Vienna, cresciuto intorno all'agiografia di San Nicola da Tolentino, morto nel 1305, santificato nel 1446. Ma se un toponimo risulta anteriore? Tale è il «Loretino» di San Miniato: punto di partenza del saggio. L'ipotesi proposta è che un sistema di assettare per la collettività luoghi, da presumere come «lavra» o sue variazioni, sia stato impiegato dall'antichità, finché superato dalle tecniche moderne. Quell'impiego valse solo per l'Occidente? Il termine «lavra», o «laura» esibito dal monachesimo assicura di no: e fa meditare su come sacro e umano si tocchino. Qui comunque l'autrice sospende lo scavo.
La collinetta del cimitero degli inglesi e le altre. Relitti di tumuli etruschi a Firenze? Donati L. (Cur.) Parrini A. (Cur.) - Edizioni Ets, 2025 - Parvae Mousai
Ai lati della medievale Borgo Pinti che ricalca l'antico percorso fra la piana di Firenze etrusca e Fiesole, spicca un piccolo gruppo di collinette artificiali di forme e dimensioni diverse, alcune simili a tumuli. La loro origine viene ricondotta alla moda dei giardini romantici del primo Ottocento. Il presente studio la sposta molto più avanti nel tempo, aprendo la possibilità che siano relitti di tumuli etruschi. Si tratterebbe quindi di sopravvivenze di una necropoli monumentale appartenente a quelle figure di aristoi, ben note dalle tombe principesche del comprensorio fiorentino, che dovevano avere il controllo dei traffici sulla direttrice fra la valle del fiume ed i percorsi transappenninici.