Edizioni Pendragon Libri
Libri editi da Edizioni Pendragon pubblicati nella collana Studi E Ricerche Istituzioni internazionali
Prossime uscite della collana Studi E Ricerche
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791259903815 Un intrigo lungo 300 metri
- 9791259903594 Lo specchio
- 9791259903587 Oltre il velo di Maya. Dall'antica gnosi alla tecnoscienza come sentiero di liberarzione dal Demiurgo
- 9791259903570 L'altra faccia del Corano
- 9791259903563 Heures nocturnes. Vol. 1/1/2: Della memoria e del vero
- 9791259903426 La gabbia invisibile. Riscoprire le prigioni della società per liberare il nostro potere creativo
- 9791259903327 Teoria delle arti visive. Introduzione alla storia del testo teorico d'artista
- 9791259903310 Nel nome del padre. Rimuovi le barriere invisibili e gli accordi scellerati che fermano il tuo successo
- 9788893577380 Biblioterapia e medical humanities
- 9788886746458 Dante nel mondo. Atti del Convegno Internazionale di Studi, Accademia Ligure di Scienze e Lettere (Palazzo Ducale, Genova, 14-15 settembre 2021). Ediz. multilingue
L'Unione europea di fronte alle crisi: sfide e opportunità Vilella Giancarlo - Edizioni Pendragon, 2022 - Studi E Ricerche
Pare ormai accertato e largamente accettato (anche fra gli euroscettici) che senza l'Unione europea la situazione generale e quella dei singoli paesi sarebbe, in una fase storica ad alto rischio come quella che stiamo vivendo, semplicemente catastrofica: la pandemia da Covid-19 e la guerra in Ucraina sono infatti due eventi emergenziali che hanno innescato dinamiche modificatrici rilevanti, per alcuni osservatori addirittura (forse a ragione) di "cambio epocale". La riflessione che propone l'autore in questo breve volume nasce dunque proprio dalla constatazione di un dato di fatto: l'essenzialità dell'Unione europea in un mondo sotto pressione.
Percorsi di un cittadino europeo De Angelis M. (Cur.) - Edizioni Pendragon, 2023 - Studi E Ricerche
Questo libro vuole contribuire alla consapevolezza dell'importanza di essere cittadini europei e a ridare loro fiducia, grazie alle voci di autori che hanno voluto - partecipando a questo progetto - incoraggiare la riflessione e la passione per le cose della nostra Europa. Qui sono riuniti gli articoli tratti dalle relazioni esposte nel corso degli incontri organizzati a Bruxelles, Luxembourg e Ancona per presentare l'ultimo libro e la raccolta di scritti degli ultimi trenta anni di Giancarlo Vilella, dirigente del Parlamento europeo e docente della Facoltà di Economia "G. Fuà" dell'Università Politecnica delle Marche.
Europa di ieri o del futuro Palmieri Nicola Walter - Edizioni Pendragon, 2018 - Studi E Ricerche
Impegnata in perenne lotta tra nuovo contro vecchio, l'Europa anela all'unità politica, ma si dibatte fra entusiasmi e incertezze, successi e fallimenti, visioni positive e incomprensioni. L'avventura unitaria, iniziata concretamente sessanta anni fa con grande promessa, subì presto la battuta d'arresto perché importanti Stati Membri non erano disponibili a rinunciare alle ottocentesche visioni nazionalistiche e, invece di dare la preferenza a un'Europa forte e unita, si tennero strette le loro piccole sovranità. L'unità politica venne (e viene) bloccata sfruttando sentimenti di facile presa sulla gente per bene, il folclore di bandiere e inni nazionali. Gli avversari dell'unità intenzionalmente cercano di confondere patriottismo con nazionalismo. Ma mentre patriottismo è un sentimento fra i più elevati e nobili, nazionalismo è fra i più perniciosi e negativi. Un buon europeo deve rimanere fedele alla sua patria ma deve al contempo considerarsi anche europeo. Il concetto è stato delineato icasticamente da Benedetto Croce quando scrisse che gli europei devono essere capaci di indirizzare i loro pensieri all'Europa, fare battere per lei i loro cuori "come prima per le patrie più piccole, non dimenticate già, ma meglio amate". Un buon europeo deve decisamente respingere il nazionalismo, che mai porta unità. L'Europa deve avere il coraggio di superare la mentalità di terra di occupazione, di dovere in ogni sua mossa esibire riverente gratitudine e obbedienza ai vincitori della seconda guerra mondiale. Essa deve affermare visione politica indipendente, deve entrare con audacia nel futuro. Se tarda a farlo, continuerà a ritrovarsi nell'amorfo di Stati e staterelli spezzettati, senza volto sulla scena internazionale, facile preda di prevaricazione e sfruttamento. Rischierà la fatale scomparsa di continente politicamente rilevante.