Effigie Libri
Libri editi da Effigie pubblicati nella collana Il Regisole SCIENZE UMANE
Prossime uscite della collana Il Regisole
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788897678731 Ventriloquio della crisi
- 9788831976756 Irene che dorme
- 9788831976350 Piombo notte
Pavia, 1655. Cinquantadue giorni d'assedio Casali Luigi Milani Mino - Effigie, 2020 - Il Regisole
Luglio 1655: sotto le mura di Pavia si presentano l'esercito francese e quello di Francesco I d'Este duca di Modena, al comando d'un vecchio guerriero, il quasi sessantenne principe Tommaso di Savoia Carignano che sogna di conquistare la città per poi volgersi a Milano. Pavia, 19.000 abitanti, non conosce la guerra da oltre un secolo: ricorda però gli orrori dei saccheggi e della violenza in altri tempi provocati dai francesi, e per questo motivo nobili, borghesi, popolani e persino preti e frati e donne combattono solidali al fianco della guarnigione cittadina. Dopo cinquantadue ininterrotti giorni di lotta, la vittoria incoronerà una tale prova corale. Avvalendosi di documenti e cronache del tempo, Luigi Casali e Mino Milani ripercorrono gli aspetti militari, civili, religiosi e di costume di quell'assedio.
Diario di guerra Milani Carlo Milani M. (Cur.) - Effigie, 2017 - Il Regisole
Questo "Diaro di guerra narra" l'esperienza d'un giovane della piccola borghesia, cattolico fervente e quindi votato alla pace, che fermamente e virilmente accettò e compì il suo dovere di soldato, comprendendo il senso e infine la grandezza di quanto era stato chiamato a fare. In queste pagine non si trovano quei piagnistei che una pubblicistica generalmente postbellica e ideologica attribuisce ai nostri soldati. Combattente nella Grande guerra, Carlo Milani venne assegnato come aspirante ufficiale al battaglione "Monte Spluga". Giunse in linea nell'agosto 1917 sul Monte Ortigara, quando s'era da poco conclusa la gigantesca battaglia in cui il reparto, con 24 ufficiali e 636 soldati, aveva registrato il tragico primato delle perdite sofferte dal 5° Reggimento Alpini. Tornato a casa, letteralmente senza un quattrino, Carlo Milani trovò poi un primo impiego in una banca locale, dividendo il lavoro con una intensa partecipazione alla causa cattolica, che si esprimeva allora negli "oratori", cioè nell'attività ricreativa e, come si diceva, formativa, dei giovani.