Effigie Libri
Libri editi da Effigie pubblicati nella collana Saggi E Documenti Italiano
Prossime uscite della collana Saggi E Documenti
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788897648406 Leonardo, uno di noi. Pavia, Vigevano, Il Ticino e l'università
La lotta per nascere. Nove tesi su Antonio Moresco - Effigie, 2013 - Saggi E Documenti
Tra il 2003 e il 2008 otto giovani, ancora studenti, di sette diverse sedi universitarie, dedicano le loro tesi di laurea e di dottorato a Antonio Moresco. Quasi nessuno dei professori che le hanno seguite conoscevano l'opera di questo autore di romanzi dalla forma originalissima e orbitante, di racconti visionari, di saggi e di potenti testi per il teatro. Ignoto alla critica accademica ma anche a quella mediatica, i libri di Moresco non erano nelle classifiche e nemmeno tra i vincitori di un qualche premio letterario, non si trovavano in pile sui banconi delle librerie, e gli editori stessi nemmeno li ristampavano (fino al 2009 "Canti del caos" era introvabile, "Gli esordi" fino al 2011). Ci si chiede allora per quale canale questi giovani studiosi abbiano potuto intercettarli e esserne attratti e persuasi al punto da farli diventare oggetto di studio. Evidentemente per il canale più diretto, la lettura: un incontro fortuito, un passaparola e ovviamente la forza di quei libri. A esclusione del primo saggio, di Gianpiero Marano, gli altri qui raccolti provengono da quelle tesi di laurea. È in assoluto il primo libro di critica che affronti con profondità di analisi e sistematicità di sguardo l'opera di uno scrittore che, come scrive Carla Benedetti nell'Introduzione, "ha di fatto inventato un nuovo pezzo di letteratura italiana".
Il geografo e il viaggiatore. Lettere, dialoghi, saggi e una nota azzurra sulla prosa di Italo Calvino e Gianni Celati Rizzante Massimo - Effigie, 2017 - Saggi E Documenti
Questo libro smisuratamente breve, scritto in un periodo smisuratamente lungo, è un libro sull'amicizia tra Calvino e Celati. Ma anche sull'amicizia come forma, forse l'ultima, in grado di renderci più vicini a noi stessi e più in dialogo con il mondo, meno sentimentali e più sensibili. Il geografo Calvino e il viaggiatore Celati, per quanto diversi, sono accomunati da quella vena artistica che, nata agli inizi dei Tempi Moderni, ha segnato un po' controcorrente fino al XX secolo la nostra civiltà letteraria fondata sulla dura legge della mimesis. Si tratta di quello humour che Thomas Carlyle, parlando di Ariosto, di Cervantes, di Sterne e di Jean Paul definisce: «il prodotto non del disprezzo ma dell'amore, non della deformazione superficiale delle forme naturali, ma di una profonda quanto piacevole simpatia nei confronti di tutte le forme della Natura». Entrambi, ciascuno a suo modo, il viaggiatore con cambi umorali più erranti, il geografo con cambi di passo più lineari, hanno attraversato i generi, non hanno mai fatto finta che il lettore non esistesse, non si sono mai arresi al vizio della trama, hanno mostrato senza affettazione i capricci dei loro procedimenti, hanno riflettuto sulla loro opera e su quella altrui diffidando sempre delle definizioni. Entrambi spiriti malinconici nati sotto l'influenza di Saturno, sono figli dello humour, di quello cervantino come di quello ariostesco, di quello che traspare nelle opere di Giordano Bruno, nella Scienza nuova di Giambattista Vico o nella prosa di Leonardo e Galilei, di quello del Leopardi delle Operette morali e dello Zibaldone, come di quello che si incontra nelle passeggiate di Robert Walser e Raymond Queneau o nei quaderni di Paul Valéry.
Alle sponde del tempo consunto. Carlo Emilio Gadda dalle poesie di guerra al Pasticciaccio Terzoli Maria Antonietta - Effigie, 2009 - Saggi E Documenti
Il libro propone otto saggi dedicati a vari aspetti dell'opera di Carlo Emilio Gadda: dai primi esercizi poetici - che per la difficile disponibilità dei testi (e poi il rapido esaurimento dell'edizione critica) sono rimasti a lungo trascurati, se non ignorati - fino al "Pasticciaccio", passando attraverso le esperienze narrative del "Castello di Udine", della "Madonna dei Filosofi" e soprattutto della "Cognizione del dolore". L'esercizio poetico, praticato in maniera desultoria e quasi in segreto, mai approdato a una raccolta d'autore, anzi ostinatamente censurato, accompagna il prosatore fino ad anni tardi e ha avuto un'importanza straordinaria nella genesi della sua scrittura più alta. Il recupero di questa esperienza lirica, pur non eccelsa, consente uno sguardo in parte nuovo anche sul Gadda maggiore, mostrando in maniera non mediata la nascita di temi e ossessioni poi ricorrenti nel prosatore, ma anche il fissarsi di forme e tecniche espressive della sua scrittura. Gli studi qui raccolti propongono inoltre un'indagine a largo raggio della pagina gaddiana, dove confluiscono con geniale contaminazione le componenti più eterogenee.