Eir Libri
Libri editi da Eir pubblicati nella collana Navigazioni LETTERATURA E STUDI LETTERARI
Philip Roth. Fantasmi del desiderio De Fiore Luciano - Eir, 2012 - Navigazioni
Il rapporto tra lo scrivere e il vivere è l'enigma che Philip Roth si è posto il compito di scrutare nei suoi romanzi. Roth ed i suoi principali alter-ego vivono da più di cinquantanni a cavallo tra secondo e terzo millennio. Ebrei d'America, hanno sulle spalle la diaspora, la Shoà, il proibizionismo e il sogno del New Deal, le tentazioni autoritarie dei Lindbergh e dei Nixon. Hanno vissuto il maccartismo e il segregazionismo, la nuova cultura e la rivoluzione sessuale, le guerre di Corea e del Vietnam e le due Tempeste nel deserto. Hanno negli occhi il lampo dei Boeing contro le Torri, il rogo dell'11 settembre e il giuramento del primo Presidente afro-americano. E mutato il paradigma del desiderio in questi decenni concitati? Come dà conto Roth di questo cambiamento? Per lui il desiderio, per quanto pieno, tende a non aver mai soddisfazione finale: pur sospinto al colmo, non incontra mai un'akmé. E il mantenimento della dimensione desiderante è ciò che preserva la divisione nel soggetto, permettendogli di restare sano: il desiderio ci consente infatti di restare soggetti divisi e di sfuggire così alla pazzia. Controvita è la parola cui Roth affida questa contraddittorietà del vivere. Ogni aspetto della quotidianità può trovare legittimamente un opposto. I racconti di Philip Roth mostrano in azione questa dinamica, incarnandola - è il caso di dirlo - nelle storie individuali dell'uomo post-storico, ambivalente nel suo procedere tra vita e controvita. (John M. Coetzee). Introduzione di Antonio Monida
La quarta prosa e altri scritti Mandel'stam Osip - Eir, 2012 - Navigazioni
Quando apparve questo volume con i saggi "Sulla poesia" (1928), "Il discorso su Dante" (che è degli inizi degli anni Trenta), "Viaggio in Armenia" (1933) e con il grande saggio che dà il titolo al libro, "La quarta prosa" (1930), Angelo Maria Ripellino notò che in questi scritti, in cui si mescolano saggistica e narrativa, brani di autobiografia e riferimenti alla musica, alla linguistica, alle scienze naturali e alla storia, Mandel'stam realizzava il suo grande sogno: costruire cattedrali verbali come luogo di convergenza e compendio di varie arti e branche dello scibile. E più vivo e vero apparve il sogno là dove Mandel'stam, con la sua concreta scrittura, comprime insieme ed incastra eterogenei strati culturali, trasponendo ora la musica in ottica, ora la botanica in pittura, con un'attenzione spasmodica al particolare, ai piccoli nulla.