Libri di narrativa classica prima del 1945
Opere di narrativa classica antecedenti al 1945
Il mio incontro con l'orso e altre avventure nel bosco Warner Charles Dudley - Endemunde, 2012 - I Cirri
Un susseguirsi di colpi di scena tiene il lettore incollato alle pagine: gli assalti di orsi assassini, le corse dei cervi dai magnifici palchi, le bocche spalancate di trote inferocite, l'angoscia del protagonista disperso per un giorno e una notte in un bosco ostile, sotto temporali improvvisi e violenti. Sullo spettacolare palcoscenico delle montagne dell'Adirondack, si dipanano le storie del difficile rapporto tra l'uomo - con le sue armi, le sue esche, la sua bussola - e un ambiente selvaggio, nel quale l'individuo penetra per necessità, certo, ma più spesso per sfida o istinto predatorio. Charles Dudley Warner (1829-1900), amico di Mark Twain e raffinato scrittore americano, ha trascorso lunghi periodi in solitudine, collezionando riflessioni e avventure che poi racconterà in questo libro, tradotto in Italia per la prima volta. Da regalare agli amanti della natura (e di Thoreau). E ai giovanissimi, per farli riconciliare con la lettura.
Matrimoni sbagliati - Endemunde, 2012 - I Cirri
Cinque famosi scrittori di epoca vittoriana si cimentano con altrettante cronache di poveri amanti, storie d'amore iniziate tra baci e sorrisi e consumate tra le lacrime. Se non addirittura nel sangue. Come nell'appassionante vicenda in cui Sherlock Holmes e il suo fido Watson si trovano a dover risolvere un caso di dubbia natura: rapina dagli esiti tragici o delitto abilmente dissimulato? A volte, come nel racconto di Kipling, il matrimonio sbagliato finisce in tribunale, tra scene di gelosia e la minacciosa presenza di un rivale. Ella d'Arcy, Arthur Morrison e George Gissing sono insuperabili nel comunicare al lettore il senso di impotenza e di livore che affligge carnefice e vittima d'una relazione corrotta dal disinganno, da illusioni troppo celesti per non crollare rovinosamente al primo terremoto della realtà.
Pellerossa a Parigi Sand George - Endemunde, 2012 - I Cirri
Nuvola Bianca, Pioggia che Cammina, l'erculeo Piccolo Lupo, lo stregone Piedi con Vesciche, le loro squaw e i loro bambini. Tutti della tribù degli Iowa. E che cosa ci fanno, uomini e donne delle praterie nella Ville Lumière del 1845? Li ha portati lì un impresario. Si concedono alla curiosità della borghesia parigina che, pagando un biglietto di 2 franchi, si accalca per guardarli mentre si esibiscono in danze della guerra, rivivono le battaglie, la cattura dei nemici, il rito dello scalpo. George Sand (1804-1876), pseudonimo maschile di una delle più raffinate scrittrici francesi, va ad assistere allo spettacolo e aggiunge all'esperienza una serie di colloqui con i capi indiani. Ne trae ispirazione per due lettere a un amico, che Endemunde riporta oggi alla luce oggi con il titolo Pellerossa a Parigi. Un diario struggente sui "selvaggi", trattati come saltimbanchi di mondi lontani.