Fabbrica Dei Segni Libri
Libri editi da Fabbrica Dei Segni pubblicati nella collana Saggistica Autobiografie generali
Prossime uscite della collana Saggistica
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791282493215 Elogio del margine-Scrivere al buio
- 9791282493062 Il femminismo è per tutti. Una politica appassionata. Nuova ediz.
- 9791282493055 Jin Jiyan Azadi. Vol. 2: Autonomia e organizzazione delle donne
- 9791282493031 Dieci miti su Israele
- 9791281300033 Mitologie felici. Vol. 2
- 9791259871664 Giorgio Faletti e la riscoperta del noir in Italia
- 9791259562340 Napoleone Bonaparte. Vol. 1: L' uomo e l'ascesa: dalla nascita (1769) ad Austerlitz (1805)
- 9788898827336 Idioti dell'orrore. Indagine su stragisti di massa e subculture digitali
- 9788898620739 Gli ideologi di Mussolini
- 9788893832649 Il mio manuale di scrittura creativa. Teoria, esercizi, esempi
Diario di un femminicidio mancato - Fabbrica Dei Segni, 2026 - Saggistica
Lucia Finetti ha scritto questo Diario quando era a San Vittore, in attesa della sentenza di primo grado che, in maniera abbastanza insolita per una donna, per di più di una certa età e senza precedenti penali, l'ha condannata all'ergastolo per avere volontariamente ucciso il marito, all'interno del piccolo abitacolo di una utilitaria sulla quale stavano viaggiando e per di più sotto lo sguardo incuriosito di tutti i passanti per il suono ininterrotto del clacson dell'autovettura. Sono parole scritte dopo i primi momenti di smarrimento e poi di disperazione dovuti alla sua permanenza in un luogo che, se è difficile da sopportare per chiunque, tanto più opprimente e disarmante doveva apparire a chi, come lei, mai aveva immaginato che una simile eventualità avrebbe potuto scuotere il suo quieto vivere. La scrittura, dunque, è stata la sua ancora di salvezza, per evadere dalla condizione drammatica in cui era precipitata e per cercare di ripercorrere con la memoria i momenti vissuti con il marito e arrivare a dare un senso al gesto efferato di cui era accusata. Diario che Lucia ha scritto non solo per se stessa, per custodire la memoria della complessità, ma anche per condividere quelle annotazioni ora in forma di poesia ora di prosa che scaturiscono dall'intimità delle emozioni e del sentire, che se condivise in pubblico incontrerebbero molte più resistenze in chi ascolta. È attraverso quel flusso di parole, che nella prosa sembra talvolta inarrestabile, che Lucia esprime la sua resistenza a una condanna che ritiene ingiusta e comunque sproporzionata rispetto a ciò che lei stessa si rimprovera di quell'istante in cui ha agito. Le parole, da lei riversate sulla carta, sono fino ad oggi riuscite a salvarla dal vuoto e dal freddo interiore al quale la carcerazione, ogni carcerazione, condanna le persone. Il Diario di Lucia offre la possibilità di avvicinarsi in punta di piedi, come all'ingresso di un santuario, al dolore dell'anima che emerge ora delicato come un soffio, ora irruente come un uragano. Il dolore dell'anima è ciò che di più spirituale e intimo possiamo condividere.