Feltrinelli Libri
Libri editi da Feltrinelli pubblicati nella collana Eredi Letteratura, storia e critica: letteratura dal 1900
Walter Benjamin. Pensare per immagini, inventare gesti Solla Gianluca - Feltrinelli, 2023 - Eredi
Benjamin il fuggitivo, l'esiliato, l'outsider. È da fuggitivo che l'intellettuale tedesco scrive come nessuno ha ancora scritto. È da outsider, incapace di trovare un posto nella cultura della sua epoca, che è costretto a creare il proprio percorso. Un percorso frammentario, indisciplinato, anarchico, che dà vita a forme nuove di pensiero, che si offre come rifugio intellettuale a tutti coloro che coltivano una visione inattuale del mondo. Frammentata è anche l'anomala collezione di oggetti, temi, domande che coabitano dentro il grande cantiere dei Passages di Parigi, a cui Benjamin lavora fin dal 1927 ma che lascerà incompiuto alla sua morte. In quest'opera, all'apparenza sulla Parigi simbolo del capitalismo ottocentesco, tornano le grandi figure, i motivi teorici, gli intrecci speculativi di tutto il cosmo concettuale del filosofo. Perché il passage - il corridoio di vetri e specchi che attraversa palazzi e in cui si susseguono in sequenza negozi eleganti - "è una città, anzi un mondo in miniatura", in cui si raccolgono le tracce che con il tempo si sono depositate nelle cose, nei luoghi, nelle immagini. Frutto di un pensiero rigoroso ma intensamente poetico, i Passages sono un'opera mai definitiva, sempre capace di nuova vita. Per questo rileggerla permette di trovare nel pensiero di Walter Benjamin combinazioni inedite. Nuove strade si aprono ed è possibile ripercorrere quanto già scritto come qualcosa che non è stato ancora letto e, forse, neppure scritto fino alla fine, una volta per tutte. Percorrendo gli spazi letterali e simbolici della metropoli, Benjamin rintraccia i motivi segreti della grande costruzione culturale europea. Perché il pensiero nasce dall'incontro con le cose: dai volti, dai nomi, dalle figure attraverso cui la modernità disegna i suoi percorsi enigmatici.
Roland Barthes Pacioni Marco - Feltrinelli, 2026 - Eredi
Roland Barthes ha messo il linguaggio al centro di una riflessione radicale che ha per sempre modificato il nostro modo di intendere la critica letteraria, la teoria dei segni e il pensiero sulla soggettività. Lo ha fatto restituendo alla scrittura la sua componente corporea, tattile e visiva, prima che discorsiva, per liberarla dal carattere autoritario del suo contenuto di senso. Marco Pacioni riprende e rilancia le intuizioni più vive di Barthes, esplorando la nozione di Neutro - inteso come via di fuga rispetto agli effetti coercitivi del linguaggio - e sciogliendo un nodo cruciale: il rapporto tra scrittura e voce, tra gramma e gesto, tra significazione e soggettivazione. Ne nasce una teoria della scrittura come gesto vivente, come articolazione etica e sensibile, che attraversa il corpo e il mondo, la fotografia e la musica, la pittura e il teatro, la biografia e l'autobiografia. Un contributo originalissimo, che si inserisce nel dibattito contemporaneo sulla scrittura, la voce e la forma-soggetto. Un libro per chi legge e rilegge Barthes, ma anche per chi riflette sul rapporto tra linguaggio e potere, tra voce e scrittura, tra corpo e senso.
Primo Levi Magro Fabio - Feltrinelli, 2026 - Eredi
Ritornare a Primo Levi significa interrogare il presente attraverso una delle opere più lucide e necessarie del Novecento. Levi infatti non appartiene soltanto alla memoria della Shoah poiché i temi che attraversano i suoi libri - la violenza, la responsabilità, la degradazione dell'umano, il rapporto tra verità e linguaggio - continuano a riguardarci direttamente. Fabio Magro rilegge l'intero percorso dello scrittore torinese, da Se questo è un uomo ai Sommersi e i salvati, dal Sistema periodico alla Chiave a stella, seguendo le linee profonde della sua ricerca: la testimonianza, il valore della memoria, il lavoro, il rapporto tra scienza e letteratura, la centralità della lingua come strumento etico prima ancora che espressivo. Ne emerge un Levi lontano da ogni monumentalizzazione, inquieto, mobile, capace di mettere continuamente alla prova la propria esperienza e le proprie convinzioni. Per Levi la scrittura non serve a costruire miti o consolazioni. Serve a capire. A distinguere le responsabilità. A opporsi alla semplificazione e alla retorica. Anche per questo la sua lingua, limpida e rigorosa, nasce dall'incontro tra la precisione scientifica del chimico, la sensibilità raffinata del letterato e la necessità morale del testimone. Il presente del passato mostra come l'eredità di Primo Levi non consista soltanto nella custodia della memoria di Auschwitz, ma nella capacità di trasformare quella memoria in uno strumento critico per leggere il mondo contemporaneo. "Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre." Una rilettura dell'opera di Primo Levi che mostra come la sua testimonianza continui a essere uno strumento essenziale per comprendere anche il presente e riconoscere in esso i segni del ritorno dell'odio, della violenza e dell'indifferenza.