Franco Angeli Libri
Libri editi da Franco Angeli pubblicati nella collana Temi Di Storia Parma
A questo scopo Franco Angeli vuole creare una forma di editoria aziendale, la prima nel panorama italiano. Il catalogo, da sempre, intende offrire gli strumenti necessari alla conoscenza di nuovi modelli e alla formazione e aggiornamento dei nuovi quadri. Con questa idea, l’editore Franco Angeli ha assunto posizione di leadership in questo specifico argomento, costruendo un catalogo di oltre 1.000 titoli e che porta decine di novità annuali.
Tantissimi titoli dedicati ai metodi di gestione e funzioni del sistema azienda: marketing, produzione, finanza e gestione del personale, logistica e approvvigionamenti. Decine di manuali di autoformazione su tutte le abilità manageriali, che hanno consacrato Franco Angeli come editore professionale di management
Altra area piuttosto corposa a cui si dedica la casa editrice è quella che ruota attorno alla pubblicazione di testi di ricerca e di approfondimento in una serie di discipline universitarie. Collane dedicate alle ricerche di economia, ma anche psicologia, sociologia, antropologia, pedagogia, storia, filosofia, architettura, urbanistica, informatica e diritto del lavoro. FrancoAngeli rappresenta oggi un punto di riferimento: la più grande biblioteca specializzata del nostro paese.
Dal necessario al superfluo. Le arti alimentari parmensi tra Medioevo ed età moderna Bargelli Claudio - Franco Angeli, 2013 - Temi Di Storia
Sulla base di fonti archivistiche inedite, l'autore ripercorre il lungo itinerario che, a partire dalla lontana genesi medievale, si snoda attraverso i processi di conflittualità, di adattamento, di negoziazione tra le diverse arti operanti, a vario titolo, nella filiera produttiva alimentare, cammino che, secoli dopo, approderà agli sfavillanti scenari della Food Valley. A fianco del crescente consumo della carne suina e dei suoi derivati, la più significativa novità è ravvisabile nella inarrestabile diffusione dei prodotti coloniali, già affluiti nei secoli precedenti dal Nuovo Mondo, ma solo dal tardo Settecento avviati ad un consumo non più strettamente elitario in quanto destinato a più ampi strati della popolazione. In tale contesto, la travagliata gestazione del nuovo paratico dei Venditori di Acque Rinfrescative (i futuri caffettieri) appare emblematica del rinnovato buon gusto e dei celebrati cerimoniali settecenteschi. Le trasformazioni economiche appaiono strettamente intrecciate con più vasti mutamenti del costume e del vivere civile: il trionfo dei rutilanti templi dei Lumi - i caffè - schiude le porte ad un assetto sociale in piena sintonia con la "civiltà delle buone maniere". Il secolare dominio del necessario va gradualmente lasciando spazio a consumi via via voluttuari che, nella loro complessa articolazione, andranno a connotare sempre più la futura "società del benessere".
Il posto di Caifa. L'Inquisizione a Parma negli anni dei Farnese Ceriotti Luca Dallasta Federica - Franco Angeli, 2008 - Temi Di Storia
La spinta dell'intolleranza, che induce a condannare la diversità religiosa e a ritenere dovuta l'azione repressiva condotta dalle autorità, è un elemento distintivo della mentalità diffusa in una società robustamente confessionale, come fu quella parmense nei primi secoli dell'antico regime. Diverse sono le istituzioni che parteciparono alle iniziative di contenimento della devianza spirituale; tuttavia, è ai delegati periferici del Santo Ufficio che rimase addossata in forma quasi esclusiva l'attribuzione simbolica della funzione inquisitoriale. Ragionando attorno a questa constatazione, e mentre si confronta con un oggetto storiografico pressoché intonso nella sua dimensione locale, Il posto di Caifa si propone di rispondere a qualche primo interrogativo, per esempio a proposito delle biografie intellettuali dei frati domenicani che furono incaricati di presiedere la corte giudiziaria parmense, dei luoghi divenuti teatro della loro attività, degli individui e dei reati fatti oggetto delle loro attenzioni, dei vincoli e degli appoggi, infine, sperimentati dagli emissari del Sacro Tribunale nella loro più o meno quotidiana interazione con le voci del potere della curia vescovile e dell'amministrazione farnesiana.
Le regole del principe. Fisco, clero, riforme a Parma e Piacenza (1756-1771) Maddalena Claudio - Franco Angeli, 2008 - Temi Di Storia
Nel corso del XVIII secolo presso tutti i governi degli antichi stati italiani si avvertì, con un'urgenza maggiore rispetto al passato, la necessità di una riforma profonda dell'amministrazione statale anche se i risultati furono spesso contrastanti e non privi di contestazioni. Nei ducati di Parma e Piacenza si visse la medesima esperienza e alla metà del secolo, subito dopo l'insediamento della nuova dinastia borbonica, si aprì una fase di febbrile attività durante la quale si tentò di superare quel complesso di privilegi sociali, tradizioni legislative e ritardi amministrativi che si riteneva impedisse lo sviluppo economico e il rafforzamento politico dello stato. Questa stagione trovò il proprio miglior interprete in Guillaume Léon Du Tillot, ai vertici del governo ducale per oltre dieci anni, il quale impostò un percorso di riforme caratterizzato da una spiccata attenzione alla politica fiscale e a quella ecclesiastica. Il libro ripercorre il suo tentativo di estendere il controllo statale sull'amministrazione delle finanze cittadine e sulla gestione dei patrimoni ecclesiastici attraverso l'imposizione di quelle che si possono definire le regole del principe, un insieme di norme e direttive di diritto pubblico con le quali si ribadì la superiorità della potestà legislativa ducale e si intervenne su una lunga tradizione di immunità e privilegi al fine di riorganizzare i rapporti tra autorità statale e corpi sociali.