Fuorilinea Libri
Libri editi da Fuorilinea pubblicati nella collana Terre Emerse SCIENZE UMANE
Scene dalla guerra d'Italia (1915-18) Trevelyan George M. Senardi F. (Cur.) - Fuorilinea, 2015 - Terre Emerse
Per George Macaulay Trevelyan (1876-1962) la Grande Guerra era "una crociata di libertà" e di popolo contro i "Despoti". Si trattava di una guerra giusta nella quale l'Italia era chiamata a compiere l'ultimo atto, il quarto, della sua lotta per l'indipendenza. Alla causa della libertà questo garibaldino inglese, "ammalato d'Italia", contribuì dirigendo, dall'agosto del 1915 al dicembre del 1918 un'Unità di ambulanze della Croce Rossa Britannica presso "le linee del fuoco", a Gorizia, a Plava, sulla Bainsizza, sotto Monte Nero, al Pasubio, sugli Altopiani, sul Piave. Scene della Guerra d'Italia, qui ripubblicate dopo la prima uscita nel 1919 - forniscono un resoconto delle sue impressioni durante il servizio prestato all'esercito italiano e a fianco di "italiani di tutti i gradi". Ma la sincera ammirazione per l'Italia e gli italiani non impedisce allo storico e studioso Trevelyan di rilevarne i difetti sia nel carattere nazionale che nell'organizzazione politica e militare. Questo libro non ripaga - sottolinea - il profondo debito di gratitudine che egli sente di avere nei confronti degli italiani, "ma può valere almeno come ringraziamento".
Carlo Orelli, l'ultimo fante. La Grande Guerra sul Carso Bultrini Nicola - Fuorilinea, 2018 - Terre Emerse
Carlo Orelli nacque a Perugia il 23 dicembre del 1894. Tra i primi soldati a superare il fronte austro-ungarico, fu l'ultimo fante italiano a poterlo raccontare. Vissuto tutta la vita a Roma, a 21 anni, dopo una breve esperienza come operaio, si arruolò. Grazie alla penna del narratore e poeta Nicola Bultrini, Orelli ha descritto ciò che la sua memoria ha sempre conservato. Con la mente ha lasciato Roma e la sua Garbatella per tornare sul Carso, dove ha combattuto. Ne esce un diario equilibratissimo senza ridondanti emozioni, ricco di particolari che di quella guerra trasmettono disumanità e dolore, coraggio e senso del dovere, in molti casi eroismo e martirio. "Lo sai che significa una guerra? È la morte. E nessuno ha piacere... alla guerra". La vicenda di Carlo Orelli - che è morto nel 2005 - è una testimonianza storica oggi quanto mai preziosa.