Garzanti Libri
Libri editi da Garzanti pubblicati nella collana Le Forme LETTERATURA E STUDI LETTERARI
Faccende laterali Rossi Tiziano - Garzanti, 2009 - Le Forme
Una bussola per orientarsi nel caos contemporaneo, con tutti i suoi orrori e cinismi, ma anche illuminato da lampi di bellezza e sentimento. Quella che esplora magistralmente Tiziano Rossi in Faccende laterali è una geografia del mondo - la realtà e l'incubo - in cui siamo immersi. Il suo è uno sguardo apparentemente distaccato e freddo, ma in trasparenza partecipe e illuminato dalla compassione: osserva le persone i loro gesti, annota episodi in apparenza minimi ("laterali", appunto), che possono però illuminare l'esperienza e darle senso. In Tiziano Rossi, la scrittura, con la sua precisione e la sua bellezza cristallina, diventa strumento di conoscenza, l'occasione per superare la barriera dell'indifferenza e per denunciare lo scandalo: perché quelle che addita con lucida indignazione sono l'ingiustizia e la violenza del mondo.
La casa del poeta. Ventiquattro estati a Casarola con Attilio Bertolucci Lagazzi Paolo - Garzanti, 2008 - Le Forme
Per ventiquattro estati Paolo Lagazzi si è inerpicato lungo la strada serpeggiante che da Parma conduce su, verso Casarola e verso la casa di Attilio Bertolucci. In quelle estati Lagazzi ha trovato nel poeta parmigiano un maestro e un amico. Ha subito il fascino della sua selvatica pazienza. Ha condiviso con lui la quiete della dimora e le vibrazioni della natura. Ha avvertito il tremendo e "l'intatta ilarità d'infanzia". Attilio e Paolo parlano, parlano e non solo di poesia, anche di arte, di cinema, di tutto. Nei momenti difficili la loro grande amicizia deve avere conosciuto anche momenti di disagio. E allora eccoli che si rifugiano insieme nella illusione della poesia, nel bozzolo di Attilio cui nessun altro aveva mai avuto accesso. Attilio lo fila dal di dentro delle proprie ossessioni, nevrosi e cerimoniali scaramantici e Paolo vi partecipa con la discrezione del testimone sopraffatto e invisibile.
La letteratura in pericolo Todorov Tzvetan - Garzanti, 2008 - Le Forme
«Siamo tutti fatti di ciò che ci donano gli altri: in primo luogo i nostri genitori e poi quelli che ci stanno accanto; la letteratura apre all'infinito questa possibilità d'interazione con gli altri e ci arricchisce, perciò, infinitamente.» In un mondo dominato dalla scienza e dalla tecnica, rischiamo di non capire più i grandi capolavori della letteratura. Sul versante della critica, negli ultimi decenni abbiamo messo a punto una serie di strumenti assai efficaci per l'analisi dei testi, a cominciare dalla filologia e dallo strutturalismo, che hanno assunto un'importanza crescente nell'insegnamento. In parallelo, fiorisce una produzione narrativa sempre più ripiegata sull'io, e hanno grande fortuna i romanzi di puro intrattenimento. Tuttavia rischiamo di perdere di vista quello che è il senso profondo della opere letterarie, quello che le rende importanti e necessarie. In queste pagine appassionate e polemiche, Tzvetan Todorov - che all'inizio degli anni Sessanta ebbe un ruolo determinante nella diffusione dei formalisti russi - va al cuore del problema: a che cosa ci serve, oggi, la letteratura? Todorov parte dalla propria vicenda di studioso, prima nella Bulgaria sovietica e poi nella Parigi di Genette e Barthes. Discute i metodi più in voga d'insegnamento della letteratura. Esplora l'attuale produzione narrativa. Soprattutto, si confronta con la lezione dei grandi del passato per ritrovare e rilanciare il valore insostituibile della letteratura.