Giorgio Pozzi Editore Libri
Libri editi da Giorgio Pozzi Editore pubblicati nella collana Miscellanea Storia: specifici eventi e argomenti
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«Siamo dignitosamente fiere di avere vissuto così». Memoria della resistenza e difesa della costituzione. Scritti e discorsi Principato Concettina Castoldi M. (Cur.) - Giorgio Pozzi Editore, 2010 - Miscellanea
Civile riserbo, sapiente discrezione, umiltà illuminata distinguono questa raccolta di memorie, discorsi pubblici, appunti, brevi interventi, prevalentemente inediti. Sono il racconto della formazione di una coscienza democratica nella miseria morale della dittatura fascista e la testimonianza di una ferma reazione alle minacce poste da nuove strategie di totalitarismo, soprattutto a partire dagli anni Novanta. Difendere la Costituzione e raccontare la Resistenza come rivoluzione culturale di portata europea fu l'impegno morale che portò Concettina Principato nelle scuole, nelle assemblee pubbliche, nei circoli culturali per oltre un decennio. La dichiarazione «siamo dignitosamente fiere di avere vissuto così», che accompagna questi scritti, esprime l'orgoglio della partecipazione attiva alla Resistenza e racchiude la lezione etica profonda dell'essere stata «per tutta la vita antifascista».
Una storia popolare. Le case del popolo del movimento operaio in provincia di Ravenna (1946-1996). Con DVD-ROM Baravelli Andrea Menzani Tito - Giorgio Pozzi Editore, 2014 - Miscellanea
Le Case del Popolo sono un fenomeno europeo, ma in alcune aree - come l'Emilia-Romagna - la loro concentrazione è particolarmente significativa. In provincia di Ravenna hanno storicamente rappresentato un tassello imprescindibile del tessuto sociale e politico, e hanno svolto a vario titolo una funzione aggregativa rispetto alle singole comunità di riferimento. Questa ricerca si concentra sulle Case del Popolo di tradizione comunista e socialista nel secondo Novecento, e si pone l'obiettivo di analizzare e comprendere la complessa trasformazione che ha investito questi luoghi nella loro dimensione politico-sociale ed economica. Pur se la casa del popolo è comunemente percepita come un'istituzione locale semplice e scevra di particolari problematiche, da questo studio emerge come la sua gestione abbia invece richiesto un costante impegno e una certa professionalità e pure, in determinati frangenti, una buona dose di coraggio e intraprendenza. Le case del popolo non sono state una ricchezza di cui godere, ma un patrimonio collettivo da gestire sapientemente, con un occhio al bilancio e l'altro ai bisogni del territorio. In questo senso hanno rappresentato e continuano a rappresentare un modello associazionistico originale e, crediamo, ancora attuale, perché la recente crisi economico-finanziaria ha rilanciato il tema della comunità, della partecipazione, della gestione condivisa, della responsabilità sociale d'impresa. Postfazione di Ugo Sposetti.
Decreti sporchi. La lobby del gioco d'azzardo e il delitto Matteotti Mandelli Riccardo - Giorgio Pozzi Editore, 2015 - Miscellanea
Perché è stato ucciso Giacomo Matteotti? L'ipotesi più accreditata indica nell'incendiario discorso antifascista tenuto alla Camera la causa più probabile. Un'ipotesi diversa, che ha accumulato ormai tanti indizi da essere diventata quasi una certezza, riguarda invece la serie di "affari sporchi" su cui Matteotti stava indagando, affari che coinvolgevano uomini di governo e lo stesso fratello di Mussolini: residuati bellici, concessioni petrolifere e gioco d'azzardo. A ridosso del rapimento, il 10 giugno 1924, quasi nessuno indicava la pista del delitto politico. I giornali di tutto il paese puntavano il dito sul nuovo quotidiano fiancheggiatore, il "Corriere Italiano", crocevia di tangenti e di finanziamenti occulti per il partito. Ma c'era un problema: il fascismo stava facendo affari con i massimi livelli del sistema finanziario nazionale, e colpire il duce significava coinvolgere la più grande banca del paese, che a sua volta era un'importante articolazione del capitalismo internazionale. E soprattutto questa copertura che ha permesso a Mussolini di salvarsi. La stessa che ha impedito di accertare la verità anche dopo la caduta del regime, quando le forze finanziarie coinvolte nella morte di Matteotti diventarono protagoniste della rinascita repubblicana. Il mito dell'eroe che tutto aveva sacrificato in nome dei suoi ideali poteva e doveva bastare alla nuova Italia.