Harmakis Libri
Libri editi da Harmakis pubblicati nella collana Quaderni Di Harmakis Archeologia per periodo e regione
Kemet. Historia antigua de Egipto Lovari Leonardo Paolo - Harmakis, 2017 - Quaderni Di Harmakis
Kemet. Historia antigua de Egipto - Harmakis
Lo scriba Testa Pietro - Harmakis, 2021 - Quaderni Di Harmakis
La nostra conoscenza dell'antico Egitto si fonda su monumenti, resti archeologici, fonti iconografiche e innumerevoli testi scritti su pietra, papiro o altri supporti che sono sopravvissuti nel tempo. Per quasi quindici secoli, tuttavia, questi testi sono restati in silenzio, alimentando un vero e proprio mito dell'Egitto. L'ultima iscrizione geroglifica fu incisa da un certo Esmet-Akhom, "scriba della casa degli scritti di Iside" a File, nel 394 a.C. Bisogna attendere fino a Champollion, nel 1822, per arrivare finalmente a una prima comprensione dei testi. Da quel momento in poi, la nostra conoscenza della civiltà. egizia diventa sempre più precisa. Tuttavia, cui limitato agli individui di livello medio o alto della società, e che hanno lasciato tracce della loro esistenza attraverso una tomba, una stele, oggetti inscritti. Questi nobili conoscevano, a vari livelli, la scrittura, oppure avevano i mezzi per far eseguire un monumento a loro nome. La scrittura, che nelle loro convinzioni doveva garantirne l'eternità, ha permesso che le loro esistenze giungessero fino a noi.
Kemet. Storia dell'antico Egitto Lovari Leonardo Paolo - Harmakis, 2016 - Quaderni Di Harmakis
La civiltà egiziana, fiorita lungo le rive del Nilo per circa 3000 anni, fu una delle più straordinarie e durature del mondo antico. Ancora oggi, trascorsi due millenni dal suo tramonto, essa continua a esercitare un notevole fascino. Gli Egizi hanno lasciato molte tracce della loro cultura, grazie anche al clima secco del deserto che le ha conservate nei secoli. La Sfinge e molte piramidi, le mummie, le maschere funerarie, le decorazioni sepolcrali, i papiri, sono così state preservate dalla distruzione, la sorte comune di tante antiche vestigia. L'Egitto è infatti noto anche con il nome di "dono del Nilo", perché le piene del fiume depositavano sui campi uno strato di fertile limo, vitale per la crescita delle colture. Già in età preistorica, i primi abitanti impararono a seminare e piantare le loro messi nei campi ancora coperti dal limo dopo che le acque si erano ritirate. I raccolti, quasi sempre abbondanti, permisero a quella civiltà di prosperare e di raggiungere uno splendore mai conosciuto prima.