Ianieri Libri
Libri editi da Ianieri pubblicati nella collana Comete Scie D Abruzzo Storia d'Italia
Una settimana in Abruzzo in un reportage di inizio Novecento Ojetti Ugo Millanta P. (Cur.) - Ianieri, 2023 - Comete. Scie D'abruzzo
La parola "reportage" reca con sé il senso dell'esplorazione, invitando ad attraversare qualcosa di ignoto, al fine di indagarlo e scoprirlo. Ed è proprio questa l'intenzione di Ugo Ojetti, che vuole andare alla scoperta del vero Abruzzo, remota regione che si imponeva proprio allora grazie alla narrazione fatta dai suoi figli più importanti, capaci di imporsi talmente tanto con il loro talento che in Italia, come ricorda lo stesso Ojetti, «non si dipingeva più ma si michettava, non si scriveva più ma si dannunziava, non si scolpiva più ma si barbellava, non si cantava più ma si tostava». Il fatto che un intellettuale come Ugo Ojetti, di un giornale importante come «La Stampa», dalla lontana e borghese Torino, abbia indirizzato la propria penna verso l'Abruzzo, ci dice molto del fascino che aveva raggiunto la nostra regione nell'immaginario collettivo dell'epoca. Eccovi dunque il vero Abruzzo secondo Ojetti, capace di stupire e appassionare chiunque si metta sulle sue tracce. Prefazione di Vittorio Macioce. Introduzione di Simone Gambacorta.
Zona 3. Storia di internati in Abruzzo Pompei Luca Millanta P. (Cur.) - Ianieri, 2025 - Comete. Scie D'abruzzo
C'è stato un tempo in cui l'Abruzzo non era soltanto una terra di monti e di pastori, ma anche di recinti e di filo spinato. Durante la seconda guerra mondiale, infatti, decine di campi di concentramento furono allestiti tra i paesi e le vallate della regione, trasformando luoghi quotidiani in spazi di prigionia e di attesa. Zona 3 ricostruisce questa storia dimenticata, seguendo le tracce di uomini e donne che vissero la sospensione e l'incertezza di quei giorni. Non eroi o generali, ma persone comuni, finite in una geografia di sorveglianza e di silenzi. Il libro intreccia documenti, testimonianze e paesaggi, restituendo la fisionomia di un Abruzzo inaspettato, segnato dalla guerra ma anche dalla capacità di accogliere e resistere. Un viaggio nella memoria che apre varchi nel presente: perché riconoscere quelle storie significa dare voce a ciò che rischiava di restare invisibile, e ricordare che anche le pieghe più dure della storia fanno parte del mosaico della nostra identità.