Il Castoro Libri
Libri editi da Il Castoro pubblicati nella collana Il Castoro Cinema Cinema: stili e generi
Pecore elettriche. La terra vista dal cinema Martini E. (Cur.) - Il Castoro, 2015 - Il Castoro Cinema
Il titolo Pecore elettriche dovrebbe essere letto: "Ma gli umani sognano pecore elettriche?". Ovvia parafrasi del titolo originale del racconto di Philip K. Dick dal quale Ridley Scott trasse nel 1982 Biade Runner. Ma gli androidi sognano pecore elettriche? Un racconto e un film che, come molti altri prima di loro, hanno immaginato la vita e gli esseri del futuro e hanno spesso anticipato la fisionomia del mondo attuale. Qualcosa su cui la filosofia, la scienza, l'etica e naturalmente la letteratura e il cinema si sono sempre interrogati, e che ha trovato massima espansione, nel Novecento, con la nascita del genere fantascienza. Questo libro si occupa di questo specifico filone della SF, con particolare attenzione al cinema ma senza trascurare le altre forme espressive. Come abbiamo immaginato la Terra del futuro? Quella del 1984, o del 1997, del 1999, del 2019, del 2022, del 3978, dell'802.701? E prima, quella ossessionata dalla Bomba degli anni Sessanta? Proiezione, come sempre, dei dati dell'oggi, la fantascienza ci ha mostrato città brulicanti, asettiche o piovose, alienazione, aggressività e dominio, regimi totalitari e violenze consumistiche... La fantascienza ci ha messo in guardia. E continua a farlo, via via che svaniscono le meraviglie del possibile e si fanno invece sempre più concreti e presenti gli orrori del probabile.
Da Caligari agli zombie. L'horror classico 1919-1969 Martini E. (Cur.) - Il Castoro, 2019 - Il Castoro Cinema
"Si può fare!", esclamava il dottor Frankenstein leggendo gli appunti del nonno sulla possibilità scientifica di rianimare i morti in "Frankenstein Junior", l'irresistibile omaggio di Mel Brooks ai gloriosi horror degli anni Trenta. Si può fare: ricostruire un uomo, rincorrere i vampiri, danzare con i fantasmi, lasciarsi sedurre da sinuose regine della notte, come ha fatto il cinema fin dalle origini, unica macchina capace di mostrare quello che nemmeno gli specchi riflettono. Considerato a lungo (fino alla metà degli anni Settanta) un genere sensazionalistico e minore, tanto da essere spesso relegato nella serie B delle compagnie di produzione, l'horror è sempre amato dagli spettatori, dei quali spesso esprime le tensioni, le ansie, le insofferenze. Questo libro ripercorre le tappe dell'horror classico: dagli incubi aguzzi della Repubblica di Weimar evocati nel 1920 da Robert Wiene con "Il gabinetto del dottor Caligari" ai voraci non morti resuscitati da George Romero nel 1969 con "La notte dei morti viventi", primo, dirompente capitolo del New Horror. In mezzo, le creature classiche materializzate dalla Universal (Dracula, Frankenstein, l'Uomo Lupo, il Fantasma dell'Opera, la Mummia) e trent'anni dopo rese sensuali e sanguigne dalla Hammer Film; le tensioni sottili e i fantasmi, le donne pantera e i ladri di cadaveri evocati dalla Rko di Val Lewton con il lavoro di Jacques Tourneur, Robert Wise e Mark Robson; le allucinazioni macabre con cui Roger Corman traduce sullo schermo Edgar Allan Poe; le magnifiche streghe e vampire della via italiana al gotico di Mario Bava e Ric
British Renaissance. Gioventù, amore e rabbia nel cinema inglese degli anni Ottanta Martini E. (Cur.) - Il Castoro, 2008 - Il Castoro Cinema
Parlano di Scozia, di Irlanda, di aree industriali del nord, di sobborghi londinesi, di operai senza lavoro, musicisti punk, ragazze scatenate e adolescenti imbranati, di neri, cinesi, giamaicani, di conformismo e, più spesso, di ribellione. Sono i film che nascono in Gran Bretagna tra la fine degli anni Settanta e la fine degli anni Ottanta, e che danno una scossa feroce e ironica alla tradizione cinematografica locale, spesso sonnolenta. Li realizzano registi esordienti o che lavorano in televisione che si chiamano Neil Jordan, PeterGreenaway, Michael Radford, Richard Eyre, Terence Davies, Derek Jarman, Sally Potter, Marek Kanievska, Stephen Frears, Mike Leigh, Bill Forsyth, e scrittori come Hanif Kureishi, lan McEwan, Alan Bennett. La chiameranno British Renaissance, anche se non fu mai un "movimento", né una "scuola". Fu un sobbalzo fugace e vitale, fu soprattutto un urlo di rabbia contro un governo, quello conservatore di Margaret Thatcher, che stava distruggendo, in nome del vecchio perbenismo e del nuovo liberismo, la cultura del paese.