Il Nuovo Melangolo Libri
Libri editi da Il Nuovo Melangolo pubblicati nella collana Socrates Filosofia occidentale antica: fino al 500 d.C.
La decisione di Platone. Sulla «condanna dell'arte» Mati Susanna - Il Nuovo Melangolo, 2010 - Socrates
Siamo sicuri che Platone abbia condannato l'arte? E come avrebbe potuto farlo, proprio lui, il maggiore scrittore greco? Se l'arte viene condannata perché non può liberarsi dalla mimesis, quale tra le forme del fare umano potrà riuscirvi davvero? Forse la filosofia? Ma anche per il filosofo è forse possibile uscire dal mondo delle apparenze, dal meccanismo della ri-produzione? Sicuramente alle spalle dell'opera di Platone troviamo una decisione tragica, affilatissima: quella di chi, pur essendo il più grande poeta dell'antichità intera, decide di non essere solamente un artista.
L'arte del vivere. Aspetti dell'etica aristotelica ed epicurea Alberti Antonina - Il Nuovo Melangolo, 2008 - Socrates
I saggi qui raccolti - alcuni dei quali, pubblicati all'estero, appaiono per la prima volta in Italia - analizzano aspetti cruciali di quell'arte del vivere che i filosofi antichi cercarono di costruire sulla base di un'indagine disincantata dei limiti della natura umana. Tra i temi trattati: la concezione aristotelica e quella epicurea dell'individuo e della sua identità nel tempo; la teoria aristotelica dell'amore e dell'amicizia; il problema dell'egoismo in Aristotele; il concetto aristotelico di azione volontaria, di scelta e di responsabilità; la teoria epicurea della legge e della giustizia; il problema del relativismo dei valori; la teoria di Epicuro e di Lucrezio sulla mortalità dell'anima e sulla paura della morte; il fondamento edonistico della teoria etica epicurea.
In difesa di Palamede Gorgia Mariani S. (Cur.) - Il Nuovo Melangolo, 2010 - Socrates
Se l'"Encomio di Elena" rappresenta un gioioso trionfo della retorica, la "Difesa di Palamede" è, invece, una prosa filosofica dal ritmo drammatico, intessuta intorno ad un tema fondamentale per Gorgia: l'inesprimibilità del vero e la sua strutturale lontananza dal pensiero e dalla parola umana; vi si presenta infatti l'impotenza della dialettica quando si trovi ad operare solitaria contro lo stesso ordito persuasivo. Il linguaggio come gioco che si avvale della parola per dire ciò che non è contrappunta l'intero "Encomio di Elena"; il linguaggio, impedito a dire ciò che è, perché articolato in catene logiche che restano intrappolate negli equivoci e negli inganni della parola, penetra venefico nella "Difesa di Palamede".