Il Prato Libri

Libri editi da Il Prato pubblicati nella collana I Centotalleri LETTERATURA E STUDI LETTERARI

Il male, l'uomo, Dio. Un itinerario nella filosofia di Dostoevskij libro
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LIBRO   9788863365917

Il male, l'uomo, Dio. Un itinerario nella filosofia di Dostoevskij Angiulli Stefano   -  Il Prato, 2023  -  I Centotalleri

Le tre grandi tematiche della filosofia - il male, l'uomo e Dio - si articolano in Dostoevskij come parti di un'unità più grande, come tasselli di una stessa struttura a cui la ragione deve volgersi per dare un senso all'essere nel mondo dell'uomo. L'ineludibilità del concetto di libertà su cui si fonda l'intero pensiero del genio russo è afferrabile in toto solamente riconoscendo come necessario il male con cui l'uomo deve confrontarsi, e con il pensare Dio, a cui siamo necessariamente inclini. Questo testo si configura come un percorso, una traccia, un corpo a corpo tra il pensatore russo e i filosofi che sono stati direttamente ispirati dalle sue opere. Perché Nietzsche, Heidegger, Wojtyla, Fabro, Solov'ëv e tanti altri pensatori contemporanei hanno dovuto misurarsi con i romanzi dostoevskijani desumendone influenze che hanno caratterizzato il loro percorso filosofico, al fine di chiarire quale sia la posizione dell'uomo da sempre sospeso tra la tentazione e la divinità.

€ 15.00 € 14.25
Non può esserci poesia dopo Auschwitz. La morte del bello artistico libro
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LIBRO   9788863366846

Non può esserci poesia dopo Auschwitz. La morte del bello artistico Barillaro Domenico   -  Il Prato, 2025  -  I Centotalleri

Come leggere oggi una poesia? Con che occhi guardare un'opera d'arte? Come brandire ancora la penna? Dopo la tragedia di Auschwitz, i cui campi ci rincorrono comeombra di banquo, l'individuo è condannato al gramsciano dramma di Cavalcante (lo stesso che Pasolini cita nelleceneri di Gramsci), imbalsamato vivo senza un presente che trasciniseco possibili letture di sé. Al postutto e gli orribili scenari che, con blandizia e smanceria, la struttura economica trascina (come trascinasse un cadavere) con sé, sono opere d'arte soltanto quelle che non lo sono più. Con il bello infirmato e ghiacciato ai cancelli di Birkenau, si manifestano sempre più sovente i sintomi della dipartita del bello, avvenuta per mano suicida della stessa vita, sotto consiglio bisbigliato all'orecchio dal panoptico esistente, sempre più eterodiretto e "congelato" dai cartelli industriali. Dopo Auschwitz, e ce lo racconta Adorno, non è più possibile scrivere poesie. L'ànankê dell'arte così sprofonda nel Kluft estetico: messaggio nella bottiglia o promessa mancata? Accettazione a-critica o negazione interna? Tale saggio pare riassumibile in tale sintesi icastica: dopo Auschwitz tutto è a posto perché niente lo è davvero. L'ultimo sussulto di puro spirito, l'ultimo balenio di verità coincide col il dissonante, ciò che meglio esprime la nostra reale condizione di esseri divisi, lacerati, abbarbicati alla frammentazione. Quale destino dopo tale barbarie totalitaria? L'amor fatui, nella nostra condizione di nulla, fra un vinile di Tenco e unatash di Picasso, fra un'illuminazione adorniana e un'elucubrazione gramsciana, fra un saggio di Marcuse e un monito di Nuccio Ordine: "dalle ali incenerite dell'angelo novus benjaminiano noi risorgeremo". Prefazione di Chiara Ortuso.

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