Jaca Book Libri
Libri editi da Jaca Book pubblicati nella collana Filosofia Politica e governo
Prossime uscite della collana Filosofia
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788878016569 Castelli di carta. Kafka e la filosofia della burocrazia
- 9788878016248 Un'estetica dell'esagerazione. Sulla filosofia d'occasione di Günther Anders
- 9788837241834 Etica dei valori e dei fini ultimi
- 9788816419780 La voce e il fenomeno. Introduzione al problema del segno nella fenomenologia di Husserl
- 9788816419681 Dal medesimo all'altro. Due corsi su Husserl, 1963
- 9788816308145 Cosa è la filosofia della scienza
- 9788816308053 La farmacia di Platone
- 9788816307803 Antropologia filosofica
- 9788816307759 Pensare è dire no
Quanto lucente la tua inesistenza. L'Ottobre, il Sessantotto e il socialismo che viene Maurizi Marco - Jaca Book, 2018 - Filosofia
In tempi in cui la perdurante crisi del capitalismo sembra produrre ovunque reazioni populiste, la questione di una rivoluzione dei rapporti sociali che risponda realmente all'esigenza di emancipazione umana torna all'ordine del giorno. Questo libro trae spunto dal centenario della Rivoluzione russa e dai cinquant'anni del '68 per trarre un bilancio teorico del socialismo. Attraverso una rilettura di Marx e dei marxisti critici (da Rosa Luxemburg a Theodor W. Adorno) il socialismo appare una risposta ancora plausibile, alternativa ai populismi imperanti. Ne emerge infatti un'analisi del capitalismo come forma sociale dinamica, negativa e auto-contraddittoria, rispetto alla quale risulta inefficace ogni tipo di risposta identitaria e moralistica. Per essere all'altezza di questa sfida occorre piuttosto rovesciare il modo in cui il lavoro e la condivisione sono stati pensati quali strumenti di emancipazione: il socialismo del XXI secolo sarà in grado di realizzare l'umano, infatti, solo nella misura in cui saprà contestualmente aprirlo verso un'alterità impossedibile.
Discorso sulla servitù volontaria La Boëtie Etienne De Geninazzi L. (Cur.) - Jaca Book, 2026 - Filosofia
«Per ora vorrei solo riuscire a comprendere come mai tanti uomini, tanti villaggi e città, tante nazioni a volte sopportano un tiranno che non ha alcuna forza se non quella che gli viene data, non ha potere di nuocere se non in quanto viene tollerato e non potrebbe far male ad alcuno, se non nel caso che si preferisca sopportarlo anziché contraddirlo» (Étienne de La Boétie). Il Discorso sulla servitù volontaria, scritto verso la metà del Cinquecento da Étienne de La Boétie, un giovane amico di Montaigne, non è un trattato sulla ragion di Stato e neppure uno dei tanti pamphlet sulla politica o contro la politica, che in quell'epoca di violenti contrasti di potere animavano le prime discussioni sulle origini, il significato e il destino della convivenza civile. Al di là delle polemiche fra aristotelici e machiavellici, La Boétie pone una questione radicale che si può ben dire è rimasta ancora oggi del tutto aperta: perché gli uomini accettano normalmente di vivere nella servitù e nell'obbedienza a un potente, così da far apparire eccezionale la ricerca della libertà? Qual è il meccanismo segreto che opera questo strano rovesciamento: si desidera essere sottomessi e si rifiuta l'espressione libera e felice della propria umanità? Questo testo, riscoperto periodicamente nei momenti rivoluzionari della storia occidentale, ci appare oggi, in un tempo così affannato nella ricerca dell'equazione potere-libertà, come il tentativo appassionato e affascinante di rifiutare la terribile e pesante finzione di quel gioco delle parti servo-padrone per affermare la semplice e felice coscienza della propria originaria libertà.