Kimerik Libri
Libri editi da Kimerik pubblicati nella collana In Cantus Poesia
Il Sargon Riccardi Francesco - Kimerik, 2024 - In Cantus
Il Sargon è un'opera che mescola elementi di epica e tragedia, centrata in un contesto bellico, denso di intrighi politici, ma che focalizza anche complessi problemi di coscienza, sviluppati attraverso vicende accentuatamente ricche di pathos, in direzione di un epilogo chiarificatore e liberatore. Se la tragedia classica traeva i suoi temi dalla storia e dal mito, esprimendoli nella rappresentazione di un'umanità molto idealizzata e in un'elevata stilizzazione del linguaggio, Francesco Riccardi tende all'assunzione di temi borghesi ispirati alla quotidianità. Perfetta sintesi di apollineo e dionisiaco, Il Sargon sublima la disorganicità dell'esistenza in forme artistiche coinvolgenti, coniugando la fede, la credenza religiosa, i richiami al divino con l'attenzione all'Amore come forza universale, capace di risolvere le tensioni tra i personaggi. Simbolicamente e metaforicamente l'amore e i balsami rituali si intersecano, ma non si contaminano né si disperdono e snaturano nell'ordito appassionante di brighe e sofisticazioni, anzi si armonizzano in una gradevole ricerca di altezza e magniloquenza di un lessico raffinato e poetico che l'amalgama di generi e temi rende ancora più intriganti, purché ...Amor rischiari morte sì / Come fece in vita... che Vita muoia / Se non può arder dell'insaziabil fiamma. Il Sargon dimostra un consapevole ed efficace uso di creatività poetica che si lascia apprezzare e ci fa ben sperare e presagire un percorso di maturazione e successi di questo brillante autore esordiente.
Simone lo zelota Tedesco Alessandro Giuseppe - Kimerik, 2025 - In Cantus
"Simone lo zelota" è un dramma suddiviso in tre scene che ci introducono alla complessità del perdono. La prima è una sorta di prologo, ripresa verso la fine del dramma, mentre cresce il pathos degli avvenimenti. La seconda e la terza sono divise in quadri che terminano con una scena finalmente riunita che si scioglie in un finale dove, mentre si spegne l'esaltazione della giustizia superficiale dell'uomo della strada, si indica l'unica via da non sprecare: la responsabilità di amare, sempre, il volto dell'altro. Il protagonista Salvatore è un uomo malato; un paralitico incapace di perdonare. Intorno al suo letto, i personaggi che si prendono cura di lui danno vita a un dialogo sul dolore e la rabbia e sul desiderio di vendetta. Salvatore decide di raccontare una storia vivente, perché solo un'esperienza può farci cambiare. Così inizia il racconto di Simone lo zelota, un lebbroso che diventerà uno degli apostoli. E la scena prende vita con nuovi personaggi, Giuseppe, il vecchio padre di Simone, Mannaem, un suo giovane amico, e Aglae, un tempo prostituta, anche lei lebbrosa, poi guarita. I personaggi della seconda e terza scena parlandosi e interagendo, finiranno per unirle e farne una sola. L'ultimo quadro mostrerà tutto il dramma della lettura superficiale del tema del perdono e della memoria ferita che sfocerà in una bestiale uccisione. Questo orribile scenario è la conseguenza del pensiero banalizzante dell'uomo della strada, sotto l'effetto di un istinto cieco alla ricerca della giustizia. L'epilogo mostra che se è vero che non può esserci pace senza giustizia, una pace giusta senza perdono è impossibile, altrimenti l'odio e la rabbia per quello che si è ricevuto o verso se stessi, attori o complici del male fatto, ci renderanno schiavi senza speranza.