Le Lettere Libri
Libri editi da Le Lettere pubblicati nella collana Il Nuovo Melograno Lingue indo-europee
Il marmo, la fontana, il precipizio. Poesie tedesche sull'Italia Kruse B. A. (Cur.) Vivarelli V. (Cur.) - Le Lettere, 2012 - Il Nuovo Melograno
Come nasce il mito dell'Italia nella lirica tedesca a partire da Goethe, mito riplasmato da diverse generazioni di poeti nonostante i non rari momenti di disincanto? Quali sono i motivi e le immagini che accompagnano per tradizione un'Italia più sognata che vista e che diventa terra del desiderio nostalgico o della Sehnsucht? Quali sono le città, i paesi e i paesaggi italiani che fanno vibrare corde segrete nei più grandi poeti tedeschi a cominciare dall'età classico-romantica fino a tutto il Novecento? Sono le domande a cui cerca di rispondere questa raccolta di poesie tradotte e commentate da diversi studiosi e accompagnate da due saggi introduttivi: testi e interpretazioni disegnano una mappa o un itinerario ideale in cui poeti e poetesse di lingua tedesca sembrano riconoscersi, colloquiando tra loro in secoli diversi.
L'India dell'anima Sirotti A. (Cur.) - Le Lettere, 2006 - Il Nuovo Melograno
Le poetesse contemporanee qui antologizzate fanno avvicinare alla realtà indiana (all'anima dell'India) non attraverso le vie classiche e maestose del misticismo o della filosofia, ma attraverso gli angusti percorsi dell'esperienza individuale, della vita di una singola donna che è paradigma della vita di tante donne. Un'esperienza esistenziale da raccontare al mondo senza reticenze, dalla posizione di forza di chi, costretto al silenzio per tanto tempo, trova una propria modalità espressiva usando toni che variano dall'intimistico-confessionale al combattivo-militante, dal surreale al cronachistico, dal colloquiale al metaletterario, dalla lirica pura alla poesia civile. Undici poetesse ordinate per età, diverse per generazione, estrazione sociale, appartenenza etnico-religiosa, residenza anagrafica, accomunate solo dal fatto di essere nate nel subcontinente indiano, dal mostrare nella loro opera una spiccata coscienza di gender e dall'aver scelto l'inglese come lingua di comunicazione letteraria per "tenere una conversazione con il mondo", secondo la fortunata definizione di Salman Rushdie.