Le Lettere Libri
Libri editi da Le Lettere pubblicati nella collana Il Tesoro Nascosto Storia della filosofia occidentale
L'anima e Dio sono una cosa sola Meister Eckhart Vannini M. (Cur.) - Le Lettere, 2020 - Il Tesoro Nascosto
Vissuto al culmine della civiltà medievale, negli anni in cui Dante scriveva la sua Commedia, il tedesco Eckhart (1260-1328 ca.) è unanimemente riconosciuto come il più profondo mistico occidentale e, insieme, come grandissimo pensatore. Non a caso i contemporanei lo chiamarono meister, ovvero magister, non tanto per la cattedra universitaria che aveva tenuto a Parigi, quanto per la sapienza dispiegata sul tema cruciale per ogni intelligenza umana: conoscenza dell'anima e conoscenza di Dio. Eckhart infatti da un lato recepisce in pieno la lezione della filosofia classica: conosci te stesso e conoscerai anche Dio, perché uno solo è il logos, umano e divino; dall'altro rivendica per ogni cristiano quel che Gesù afferma di sé stesso: l'essere una cosa sola col Padre. Rovesciando così completamente il dualismo biblico, per cui c'è un Dio lassù nei cieli e un uomo quaggiù in terra, il maestro domenicano insegna invece che l'anima e Dio sono una cosa sola. Questa paradossale verità la comprende però soltanto l'uomo interiore, ovvero l'uomo completamente distaccato, che ha evangelicamente rinunciato a sé stesso e ha così scoperto l'essenza dell'anima, il suo "fondo", ove essa diventa spirito, così come Dio è spirito. Si apre allora per lui, "uomo nobile", già qui nel tempo la luce abbagliante dell'eternità, e già qui nel molteplice la dimensione beatificante dell'Uno.
Liber de spiritu et anima Vannini M. (Cur.) - Le Lettere, 2021 - Il Tesoro Nascosto
Verso la metà del XII secolo, un ancora per noi sconosciuto autore - probabilmente un monaco cisterciense - raccolse in un libro tutto il sapere allora noto, tanto dei classici quanto della tradizione cristiana, sulla cruciale questione di cosa l'anima sia, quale sia la sua essenza, quali le sue facoltà, quale il suo rapporto con il corpo e quale quello con la sua parte più alta - lo spirito, appunto - in relazione con Dio. Per molto tempo creduto opera di sant'Agostino, di cui in effetti utilizza molte pagine, il Liber de spiritu et anima godette di grandissima fortuna, fornendo il materiale necessario alla discussione sull'anima, in un tempo in cui la nuova scienza di impronta aristotelica cominciava ad affacciarsi sulla scena culturale dell'Occidente. Come si può leggere qui nell'Appendice, lo stesso Tommaso d'Aquino lo cita, con approvazione o no, moltissime volte. Il fine che l'anonimo autore si proponeva, infatti, era senza dubbio quello di consegnare al suo tempo una sintesi delle conoscenze disponibili sull'argomento, quasi una sorta di manuale, ma anche, e probabilmente in primo luogo, quello di far presente la ricchezza di esperienza che proveniva dalla tradizione mistica monastica, cui era ben nota la realtà spirituale dell'anima, che rischiava di andare perduta. Il Liber de spiritu et anima, qui presentato nella prima traduzione italiana, è perciò di grande importanza, tanto storica, quanto filosofica. In un tempo quale quello attuale, in cui le neuroscienze ci pongono di fronte al cosiddetto body-mind problem e a tematiche assai simili a quelle affrontate in questo straordinario testo, mentre anima e spirito sembrano concetti obsoleti, il suo interesse è infatti duplice: imprescindibile sotto il profilo della storia della scienza e delle idee, ma anche sotto quello, ben più importante, della conoscenza di sé stessi.