Letteraventidue Libri
Libri editi da Letteraventidue pubblicati nella collana Descamino Arte e architettura del paesaggio
Decoloniare l'urbanistica Di Campli A. (Cur.) Boano C. (Cur.) - Letteraventidue, 2022 - Descamino
Questo libro è un libro, forse, ottimista che prova a riscrivere alcune narrative che oggi definiscono il discorso progettuale occidentale attraverso nuovi miti rivolti alla costruzione di un futuro compassionevole e di coesistenza. Attraverso un discorso costruito collettivamente, a più tracce, il libro riconcettualizza il progetto urbanistico e architettonico nella sua dimensione intima, relazionale, riparativa, amplificando certe possibilità del pensiero spaziale attraverso strategie che suggeriscono un movimento e un'azione animalesca e straniante. In una situazione instabile, quale quella attuale, tali qualità e dimensioni progettuali possono avviare relazioni migliori tra differenze, tra diversi collettivi, soggetti, immaginari. E, infine, favorire una maggiore solidarietà tra forme di vita. Coesistenza, vale a dire progetto dell'intimità radicale.
I deserti non sono vuoti Henni Samia Di Campli A. (Cur.) Boano C. (Cur.) - Letteraventidue, 2024 - Descamino
"I Deserti non sono vuoti" si occupa di processi di costruzione e di distruzione che si sono verificati in vari deserti nell'ultimo secolo. Questo libro non offre né una storia degli approcci affettivi e romantici ai deserti, né si occupa dell'analisi di pratiche spaziali, filosofiche o artistiche ad essi connesse. Cerca invece di esaminare e cogliere il senso di politiche e di pratiche coloniali volti al "riempimento" e controllo di territori, spazi e atmosfere del deserto, promosse da stati nazionali, da imprese e da istituzioni moderne. Obiettivo è disvelare politiche di rappresentazione, di estrazione, di migrazione forzata, rendere leggibili, spazialmente, dinamiche della colonialità e della produzione di regimi di razzializzazione.
Zone d'ustione Studionero (Cur.) - Letteraventidue, 2026 - Descamino
Questo è un libro composto da più registri, costruito a partire da posizioni differenti. Accoglie indagini sul campo e storie raccontate con gli strumenti della ricerca urbanistica, insieme a dialoghi e parti di sceneggiatura. Le storie prendono forma in zone d'ustione, spazi di frizione in cui processi globali e pratiche situate entrano in attrito e producono adattamenti instabili e forme di coesistenza. Si tratta di situazioni in cui il reale si intensifica e alcune tensioni diventano leggibili, mettendo sotto pressione categorie e dispositivi del progetto. Ruralità. Domesticità. Migrazioni. Piattaforme e logistica. Attivismi. Debito. Queste sono alcune delle zone d'ustione attraversate dai contributi del volume, ambiti diversi tenuti insieme da una stessa condizione di esposizione. Nessuna viene esaurita. Gli attraversamenti seguono l'attrito e sostano nei punti in cui lo spazio si rende opaco e conteso, dove il progetto è chiamato a ridefinire le proprie prese e le proprie responsabilità.