Liberamente Libri
Libri editi da Liberamente pubblicati nella collana I Grandi Classici Biografie generali
Il mestiere di vivere. Ediz. integrale Pavese Cesare Barbera G. (Cur.) - Liberamente, 2023 - I Grandi Classici
Iniziato il 6 ottobre del 1935 durante il confino a Brancaleone Calabro, Cesare Pavese termina Il mestiere di vivere solo pochi giorni prima di morire. Nell'opera si affacciano questioni di poetica e riflessioni personali, trovano spazio quelle che possono essere definite le ultime confessioni sui drammi che affliggevano la vita dello scrittore. Tra amarezza, ironia e violenza, Pavese, con il suo stile unico, consegna ai lettori i suoi pensieri più intimi sulla vita, sull'arte, sui sogni. Resta un libro capitale, decisivo ai fini "di una più precisa conoscenza dei nodi problematici dell'esistenza di Pavese e di una migliore intelligenza della sua opera e della sua poetica".
Diario 1941-1943 Hillesum Etty - Liberamente, 2023 - I Grandi Classici
Di Etty Hillesum ci restano le numerose lettere scritte alle persone care, e il diario, che segna, attimo dopo attimo, un percorso introspettivo e di riflessione, una testimonianza sulla persecuzione ebraica e la guerra. Il linguaggio che Etty utilizza è quello che vuole testimoniare l'orrore, la crudeltà e l'odio nei confronti degli ebrei.
Lettere a Theo Van Gogh Vincent - Liberamente, 2022 - I Grandi Classici
Lettere a Theo è la più completa e affidabile fonte per comprendere e studiare Van Gogh come artista e come uomo. Questa raccolta di lettere tra lui e il fratello minore, il mercante d'arte Theo, è fondamentale per ricostruire le fasi della vita dell'artista, divisa tra diversi ambiti. Anche se molte delle lettere non sono datate, gli storici dell'arte sono stati in grado di ordinarle cronologicamente. Il periodo in cui Vincent visse a Parigi è il più difficile da ricostruire poiché i due fratelli, vivendo insieme, non ebbero bisogno di scriversi. Il corpus di lettere è stato pubblicato nel 1913 dalla vedova di Theo, Johanna van Gogh-Bonger, che le rese pubbliche con molta cautela, perché non voleva che la vita drammatica dell'artista mettesse in ombra il suo lavoro.