Longo Angelo Libri
Libri editi da Longo Angelo pubblicati nella collana Imago ARTI
La melomania nelle carte. Giuseppe Verdi nell'iconografia e nel collezionismo di immagini musicali. Ediz. illustrata Benassati G. (Cur.) Cristofori R. (Cur.) - Longo Angelo, 2015 - Imago
Il volume propone l'iconografia verdiana mediante 1200 immagini tratte da periodici, biografie, enciclopedie storiche, cartoline, albi di figurine, calendarietti ed altre curiosità, tra cui scatole di fiammiferi e di tarocchi. È inoltre presente un'accurata, amplissima selezione di fotografie, dipinti e caricature e oltre che elaborazioni provenienti dal mondo del fumetto e dell'arte contemporanea a dimostrazione del perdurare rinnovato, di un racconto ormai lungo oltre centocinquant'anni, sull'attualità della figura e dell'opera di Giuseppe Verdi.
Il viaggio a Reims. Memorie di uno spettacolo. Catalogo della mostra (Ferrara, 18 gennaio-24 marzo 2019-Bologna, 28 marzo-5 maggio 2019) Benassati G. (Cur.) Cristofori R. (Cur.) - Longo Angelo, 2018 - Imago
"Il viaggio a Reims" di Gioachino Rossini, riscoperto dopo 150 anni dalla sua prima esecuzione, è unanimemente considerato uno dei maggiori spettacoli del Novecento. Messo in scena in una memorabile edizione da Claudio Abbado, Luca Ronconi, Gae Aulenti e un cast stellare, è qui proposto in un inedito racconto per immagini, con i bozzetti di Gae Aulenti e le fotografie di Marco Caselli Nirmal.
Giovanni Valbonesi. Fotografie dal Dopoguerra agli anni Sessanta. Ediz. illustrata Benassati G. (Cur.) - Longo Angelo, 2018 - Imago
"Fortunata Santa Sofia, fortunata la Valle del Bidente di aver avuto fra i suoi figli un documentatore competente e appassionato come Giovanni Valbonesi che in quasi mezzo secolo ha, si può dire, seguito passo passo l' evolversi della vita comunitaria di una intera vallata. Di fatto spicca anche nell'ambito di una Romagna dove dal primo Novecento quasi in ogni centro abitato vi sono stati fotografi professionali o amatoriali che hanno lasciato lastre e negativi, scatti, dei più penetranti, senza bellurie di sorta, ma di grande efficacia per far intendere ai più giovani, decenni e decenni più tardi, quei modi di vivere, di stare insieme, di abbigliarsi, di esprimere la cultura dellavoro e quella del tempo libero. In un paesaggio collinare e montano carico di storia, naturale e umana, fra Romagna e Toscana, dal neolitico in qua, attraversando un autentico melting pot dove si mescolano le antiche culture degli Umbri, dei Galli Boi, più a valle degli Etruschi, e infine dei Romani. Incroci culturali che erano ben documentati dai Musei Archeologici, in particolare da quello di Forlì che purtroppo è malinconicamente chiuso da anni." (dall'Introduzione di Vittorio Emiliani)