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Libri editi da Maggioli Editore pubblicati nella collana Politecnica Storia dell’arte: stili artistici

Prossime uscite della collana Politecnica

Libri previsti in uscita su Unilibro.it:

  • 9788891635976 Interior lighting design e BIM
  • 9788891618139 Spazi privati in quota nella residenza contemporanea. Paesaggio, architettura e tecnologia
  • 9788891612090 Tecnologie per la temporaneità: esempi e valutazione LCA
Le Marche e l'Adriatico nel Quattrocento. Arte e architettura tra eredità gotica e Rinascimento dell'antico libro
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LIBRO   9788891646682

Le Marche e l'Adriatico nel Quattrocento. Arte e architettura tra eredità gotica e Rinascimento dell'antico Frommel Sabine  Capriotti Giuseppe  Francesca Pappagallo   -  Maggioli Editore, 2024  -  Politecnica

Il volume raccoglie gli atti del convegno internazionale (28-29 aprile 2021) organizzato da École Pratique des Hautes Études - PSL, Paris, Università di Macerata e Accademia di Belle Arti di Macerata - Istituto di Restauro delle Marche, col sostegno dello Studio Barigelletti di Ancona, a cui si è aggiunto in sede editoriale il patrocinio del Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino, del CHG - Construction History Group, dello CSELT - Centro Studi E Laboratori Telecomunicazioni e del 3ARC - Ancient Art Architecture Reception Center. I contributi proposti offrono riflessioni inedite sull'arte e l'architettura del Quattrocento in area marchigiana e adriatica, caratterizzata dalla convivenza tra tradizioni locali di matrice medievale e forti impulsi al cambiamento. Provengono soprattutto dalla Toscana i grandi maestri che contribuiscono a rinnovare il linguaggio dei centri settentrionali delle Marche: corti feudali come quelle degli Sforza a Pesaro e dei Montefeltro a Urbino, più prossime al confine, sono le prime ad accogliere gli artisti toscani e ad aprirsi, così, alla nuova stagione rinascimentale. Soprattutto Urbino, "crocevia delle arti", fiorisce grazie a Federico da Montefeltro, che per creare il suo palazzo si serve di grandi maestri dell'architettura e dell'arte, tra cui il dalmata Luciano Laurana. Ma su tutto il territorio regionale si distinguono anche altri suoi conterranei, come Francesco Laurana, Giorgio da Sebenico, Niccolò di Giovanni Fiorentino e Giovanni di Traù, che con la loro importante attività testimoniano il ruolo centrale della civiltà adriatica nella storia della cultura marchigiana. Questi artisti studiano i modelli veneziani e padovani nelle città costiere delle Marche e della Dalmazia, dimostrando anche un interesse archeologico per le vestigia romane. Uno dei protagonisti della scena artistica è Carlo Crivelli, pittore di formazione padovana, squarcionesca e donatelliana che rappresenta una delle espressioni più felici e feconde del "Rinascimento umbratile". Il panorama architettonico del Quattrocento marchigiano, pur definito da quella eterogeneità che caratterizza anche le arti figurative, sembra meno eclettico: una situazione dovuta non solo al principio ghibertiano della "mediazione gentile", ma anche e soprattutto alla funzione coesiva dell'opera di Francesco di Giorgio Martini, i cui edifici militari assumono un'importanza decisiva nella tradizione architettonica delle Marche. Il volume è dedicato in particolare agli episodi di coesistenza, contaminazione e conflitto tra le molteplici culture artistiche e architettoniche, con speciale attenzione ai fenomeni di scambio, dialogo e migrazione dei motivi iconografici, dei modelli tipologici e delle forme stilistiche. Il territorio marchigiano si configura come osservatorio privilegiato per lo studio di uno scenario peculiare, frutto di una prolifica circolazione di idee in una difficile convivenza tra eredità medievale e Rinascimento dell'antico.

€ 40.00 € 38.00
LIBRO   9788838761478

Arte e tecnologia Scappini Alessandra   -  Maggioli Editore, 2012  -  Politecnica

L'avvento delle nuove tecnologie negli ultimi decenni ha determinato un'autentica rivoluzione nell'occidente industrializzato, in cui l'ibridazione ed il nomadismo culturale sono fenomeni tipici dell'era postfordista, tanto da modificare i criteri ed i modelli di insegnamento-apprendimento indirizzati ad avanzare sul piano della qualità, tramite l'acquisizione di competenze e l'investimento nel capitale umano. Nell'intento di garantire pari opportunità, considerando le diversità, assume valore il processo educativo nel cui ambito l'integrazione tecnologica diventa un potenziale per stabilire un legame fluido con l'offerta formativa e perseguire obbiettivi e finalità in termini di efficacia ed efficienza. L'applicazione delle TIC all'arte ed alla storia dell'arte nelle modalità dell'e-learning permette la fruizione di un sistema integrato di conoscenze tanto che nell'ambito dell'edutainment delle istituzioni museali e della didattica nei vari ordini e gradi di istruzione fino ai corsi universitari la formazione on line, completamente a distanza o blended sta diventando la forma più preferibile ed innovativa nella odierna network society. In tal senso le nostre riflessioni si sono soffermate a configurare la nuova identità del museo come agenzia formativa e luogo virtuale, capace di mettere a disposizione dell'utenza un'offerta ricca e differenziata come valore aggiunto, ed a proporre spunti di lavoro per la progettazione di un courseware.

€ 13.00
LIBRO   9788838762482

Studi sul padiglione italiano nelle esposizioni universali Amendola Mariagrazia  Bianchi Alessandro  Bolgia Lidia   -  Maggioli Editore, 2013  -  Politecnica

"Negli anni precedenti il 1928, ciascuna nazione, in tutta libertà e senza consultare altri paesi, poteva decidere in merito all'opportunità di farsi promotrice di una esposizione universale o internazionale speciale, stabilendo essa stessa un apposito regolamento che doveva essere rispettato da chi decideva di prender parte alla manifestazione. In questo regime liberale tali manifestazioni si moltiplicarono fin dal 1851 con l'esposizione universale di Londra, ma la loro eccessiva frequenza e l'insufficienza dei regolamenti finirono per creare disagio all'interno dei vari governi nazionali. Un primo documento a carattere internazionale apparve durante l'esposizione universale del 1867 e proponeva un controllo maggiore sulle manifestazioni, una più appropriata messa a punto degli scopi e della durata delle esposizioni. Ma tutto finì con quell'atto e non ebbe alcuna influenza sugli avvenimenti successivi; in questi decenni le esposizioni furono eccessivamente frequenti e i visitatori trovarono ben poco di nuovo da apprendere. Occorreva dunque individuare una soluzione per salvare le esposizioni universali, ormai inflazionate [...] In questo panorama culturale s'innesta lo studio dei padiglioni italiani, che dagli albori delle prime esposizioni ci conduce fino ai giorni nostri, al progetto di Palazzo Italia per l'Expo 2015 di Milano".

€ 20.00