Maggioli Editore Libri
Libri editi da Maggioli Editore pubblicati nella collana Universita Italia Settentrionale
Prossime uscite della collana Universita
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788891609489 Casebook - Raccolta di giurisprudenza in materia di tutela internazionale dei diritti umani
- 9788838780653 Il cambiamento organizzativo nelle imprese
- 9788838780646 Guidici e diritto internazionale. Raccolta di sentenze annotate e massimate
Il Centro Piacentiniano di Bergamo. Dal rilievo urbano alla città contemporanea Bianchi Alessandro Zigoi Massimiliano - Maggioli Editore, 2018 - Università
L'obiettivo della ricerca è il complesso architettonico del Centro Piacentiniano di Bergamo disegnato dall'architetto Marcello Piacentini nel secolo scorso, e considerato tuttora dai bergamaschi il «salotto della città» al quale è dedicata l'attenzione dell'Amministrazione comunale presiduta dal Sindaco Gori a valle di un concorso per la riqualificazione dell'area. "L'opera Piacentiniana rimane il cuore di Città Bassa: un fondamentale crocevia, un luogo di passaggio, di condivisione e che vuole continuare ad essere vivo e concretizzare la propria dinamicità urbana nelle sfide del futuro, tra storia e smart city". "Marcello Piacentini e il Progetto Panorama, redatto in collaborazione con l'Ing. Quaroni, vincitore del concorso del 1907. L'analisi dell'attività dell'architetto e la definizione del progetto in collaborazione con l'ing. Angelini e le diverse committenze, l'analisi dell'area edificio per edificio, dei caratteri tipologici ed insediativi, le relazioni con i contesti, sono alla base dei contenuti proposti. In questa sede vengono presentati i rilievi inediti degli isolati del Centro Piacentiniano, condotti all'interno del laboratorio di Fondamenti della Rappresentazione del Politecnico di Milano, tenuto dagli autori. Analisi metrico - proporzionali dei fronti rilevati, originali ed autografe, ci conducono ad una approfondita riflessione su Marcello Piacentini architetto, sulla consuetudine ad usare griglie progettuali molto ben definite". "Il centro storico, il suo patrimonio artistico e la conservazione dei tessuti edilizi, hanno un'intrinseca capacità di attrazione ai fini del marketing territoriale; una naturale vocazione dei centri storici italiani che deve essere salvaguardata sia come patrimonio culturale per la memoria collettiva sia come valorizzazione di una struttura urbana cruciale per la vita contemporanea".
Lavoro e integrazione delle politiche pubbliche. Persona e sistema nell'esperienza della Provincia autonoma di Trento Colasanto M. (Cur.) Lodigiani R. (Cur.) - Maggioli Editore, 2018 - Università
Esiste un "modello trentino" di integrazione delle politiche pubbliche del lavoro, sociali e industriali per lo sviluppo e la coesione? Quale ruolo è assegnato al dialogo sociale e alle relazioni industriali? Cosa insegna il caso della Provincia autonoma Trento? Quali sono gli elementi di specificità e quali di trasferibilità? Sono queste alcune delle domande a cui la ricerca qui presentata prova a dare risposta, nell'ipotesi che non solo un modello trentino esista,ma che abbia un valore di esemplarità che va oltre il caso specifico, offrendo indicazioni utili per favorire l'integrazione delle politiche in altri contesti territoriali. Andando oltre il luogo comune che il modello trentino di integrazione è reso possibile dalla disponibilità di risorse finanziarie e dalla presenza di competenze proprie dello Statuto speciale, la ricerca mostra che alcuni punti di forza del sistema di governance trentino (driver quali la capacità di vision e leadership, di apprendimento bottom-up, di coinvolgimento e responsabilizzazione degli attori, ecc.) sono in realtà replicabili altrove, e propri generalmente di ogni azione di sviluppo locale. Ciò che appare più distintivo, e meno facilmente replicabile, sono invece la qualità della società civile, della politica e delle istituzioni e la relazione di interdipendenza circolare e virtuosa che tra di esse si è instaurata negli anni anche con l'economia locale: in modo non scontato, ma va aggiunto nemmeno in modo irreversibile. Tra le possibili "lezioni" da trarre in conclusione, una è quindi rivolta allo stesso contesto trentino: il futuro è aperto e questo rapporto di circolarità virtuoso chiede di essere costruito, coltivato, manutenuto, perché non si produce in modo spontaneo. Contributi di: Giacomo Balduzzi, Michele Colasanto, Chiara Cristofolini, Rosangela Lodigiani, Alberto Mattei, Alberto Vergani.