Marietti 1820 Libri
Libri editi da Marietti 1820 pubblicati nella collana Le Lampare Poesia
Opere complete. Testi editi e inediti Buccellato Nino - Marietti 1820, 2021 - Le Lampare
«Qualcuno dei critici mi ha rivolto, sia pure affettuosamente, l'accusa di essere uno scrittore "schivo", "solitario", "quasi sdegnoso". Chi non mi conosce può pensare che io sia una specie di orso o un istrice. Non è affatto vero. Ritengo invece di essere un tipo socievole e amante della buona compagnia. Mi piace soltanto lavorare in silenzio. Proust dice che un libro è figlio del silenzio». Ritratto allo specchio. Il vulcano non si spegne. Due strade per il cielo. Onorevoli o quasi. Le soste. Uomo di terra. Ossidiana appendice: Diario di prigionia.
La storia di Nanda Asvaghosa Geymonat G. (Cur.) - Marietti 1820, 2020 - Le Lampare
Considerato uno dei capolavori della letteratura mondiale, La Storia di Nanda è un poema scritto, in un sanscrito elegante, nei primi secoli d.C. nel Nord-Ovest del subcontinente indiano, con il dichiarato intento di presentare l'essenza del messaggio di liberazione del Buddha in forma poetica. Nanda, destinato a divenire re dopo la rinuncia al trono del Buddha, suo fratello maggiore, è felicemente sposato con la più bella donna del regno, ma viene costretto dal Buddha stesso a diventare monaco. Non trovando pace lontano dall'amata moglie, Nanda viene condotto magicamente dal fratello nel paradiso di Indra, dove ottiene la visione delle ninfe celesti, la cui inconcepibile bellezza cancella dalla sua mente il ricordo della moglie. Libero da ogni interesse per l'amore mondano, Nanda può allora dedicarsi con intensità alla vita ascetica per raggiungere, dopo ripetuti tentativi, la liberazione.
Dimorare in alto. Poesie miste con testo brabantino a fronte Pseudo-Hadewijch Reynaert Joris - Marietti 1820, 2021 - Le Lampare
Scritte tra la fine del XIII secolo e l'inizio del XIV, queste poesie di alto valore e di grande bellezza sono opera di una beghina fiamminga anonima. Gli studiosi l'hanno chiamata Pseudo-Hadewijch o Hadewijch II a motivo della parentela con i testi della poetessa e mistica Hadewijch d'Anversa. Si tratta di un "capolavoro della teologia in lingua materna", scrive Luisa Muraro nella presentazione, il modo in cui Dio ha trovato "una nuova epifania nella libera espressione di un'esperienza di donne che da lui si autorizzavano a parlare, a tacere, a leggere e a scrivere".