Marsilio Libri
Libri editi da Marsilio pubblicati nella collana Saggi Critica Italiano
Il romanzo della nazione. Da Pirandello a Nievo: cinquant'anni di disincanto Del Tedesco Enza - Marsilio, 2013 - Saggi. Critica
Il romanzo della nazione o la nazione del romanzo. Il libro di Enza Del Tedesco pone la questione con forza: è il primo - il romanzo - a sviluppare una riflessione su un dato di fatto che suscita perplessità e sollecita interrogativi, o la seconda - la nazione - a mettere alla prova l'intelligenza di una narrazione che fatica a tenere insieme una costellazione di esperienze statuali, di tradizioni culturali e civili, di identità popolari, che avevano certamente delle buone ragioni per unirsi, ma che nell'esperienza della convivenza scoprono anche, forse soprattutto, quanto ancora li divide non senza sofferenza? Partendo dalla conclusione, dal racconto cioè di una nazione che non c'è, la studiosa ricostruisce la storia del romanzo della nazione all'incontrano: da Pirandello a Nievo, risalendo da "I vecchi e i giovani", sino al progetto, al sogno, del giovane Ippolito, che racconta la metamorfosi del veneziano in italiano, incontrando lungo il tragitto De Roberto, Verga, gli scapigliati e quanti altri mai, tutti testimoni della difficoltà di raccontare una nazione che deve trasformare le proprie parti in un tutt'uno e, quindi, rassegnati a documentare la propria inconsolabile delusione. Il romanzo della nazione che non c'è smentisce la pretesa di chi, fatta l'Italia, voleva fare gli italiani, capovolgendola nel suo contrario: gli italiani, che pure c'erano, sarebbero mai riusciti a fare l'Italia, nonostante le divisioni di classe, di educazione, di costumi, di dialetti?
«Qui la meta è partire». Scritture di viaggio e sguardi di lontano nel Novecento italiano De Marco Giuseppe - Marsilio, 2012 - Saggi. Critica
I capitoli di questo libro propongono un percorso focalizzato principalmente su una delle 'figure' essenziali della lontananza: lo sguardo, indagato nei suoi rapporti con la costruzione della narrazione. Se il viaggio mette subito in gioco le categorie dello spazio e del tempo, lo sguardo determina una soglia che è insieme un limite e una potenzialità, la parola apre la strada a un visibile che è solo letterario, oltre la vista, appunto. Partendo dall'analisi di alcune opere della modernità letteraria italiana, l'indagine di De Marco punta al "visibile" dell'essenza, della coscienza e del pensiero attraverso la parola, a "leggere l'invisibile nel visibile". "Vedere" diventa allora sinonimo di "conoscere", anche in senso metafisico. Lo studioso ha scandagliato le coordinate utili per orientarsi su alcune specifiche rotte della geografia letteraria, così scandita: "La rosa di Pesto" e il "Viaggetto in Etruria" di G. Ungaretti; "Le meraviglie d'Italia" di C. E. Gadda; il "Viaggio in Italia" di G. Piovene; "Le città del mondo" di E. Vittorini. Ne discende che l'iter di ogni singolo autore attiva figurazioni sorrette e nutrite dall'idea di un "infinito viaggiare" verso una Terra promessa sempre anelata e mai attingibile. Ogni approdo diviene, cosi, punto di partenza per una nuova mèta in una dialettica incessante tra sosta e movimento.
Solitudine di Umberto Saba. Da «Ernesto» al «Canzoniere» Cinquegrani Alessandro - Marsilio, 2007 - Saggi. Critica
"La solitudine è la prima conquista di un uomo", scriveva Umberto Saba, il poeta che nel Novecento ha scandagliato le forze più profonde del proprio animo. Attraverso un confronto serrato con i testi e un fitto dialogo coi pensatori più autorevoli e controversi di questa epoca, il libro illumina gli angoli più bui e inesplorati della figura e l'opera dello scrittore triestino.