Medusa Edizioni Libri
Libri editi da Medusa Edizioni pubblicati nella collana Argonauti Letteratura, storia e critica: letteratura dal 1900
Letteratura come filosofia naturale Porro Mario - Medusa Edizioni, 2009 - Argonauti
Eredi confessi della tradizione illuminista, Italo Calvino, Primo Levi e Carlo Emilio Gadda affidano alla letteratura il compito di proseguire l'istanza conoscitiva che è propria delle scienze, lo sforzo continuato di mettere in ordine il caos del mondo. L'ideale di una "letteratura come filosofia naturale", secondo la formula di Calvino, aspira a rinnovare la "vocazione cosmologica" della nostra tradizione che, da Dante a Leopardi, passando per Galilei, aspira a fare dell'opera una "mappa del mondo e dello scibile". Alla letteratura spetta la fatica "ermetica" di tessere i diversi saperi, con l'obiettivo di offrire una visione integrata della realtà che ci consegni almeno i frammenti di un'enciclopedia. Critici delle suggestioni idealistiche e spiritualistiche, Calvino, Gadda e Levi adottano uno "sguardo naturalistico" nell'osservare l'avventura umana, come attesta in modo esemplare la prospettiva "etologica" che Levi assume di fronte alla condizione bestiale del Lager. La lezione di Darwin impone di includere la storia degli uomini nei tempi lunghi della "memoria del mondo", nel contesto dell'evoluzione del vivente e della materia. È nelle pagine di questi scrittori che, in anticipo su di una filosofia attardata dall'eredità storicista, si delineano nel Novecento le forme di una "filosofia naturale" post-umanista.
Gadda e la Brianza. Nei luoghi della «Cognizione del dolore» Porro M. (Cur.) - Medusa Edizioni, 2007 - Argonauti
Lo scrittore del "Pasticciaccio" cominciò l'altro suo grande capolavoro, "La cognizione del dolore", nel 1937, dopo la morte della madre e mentre si stava liberando del suo "feudo" di Longone, la villa di campagna costruita dal padre alla fine dell'Ottocento. Questo fatto biografico dà lo spunto a una riflessione fatta a più voci su Carlo Emilio Gadda e la Brianza. Il libro raccoglie vari contributi di studiosi dell'opera gaddiana intorno ai "luoghi della Cognizione del dolore", delineando il nucleo di una riflessione su conoscenza e sofferenza. Scritti di Emilio Manzotti, Maria Antonietta Terzoli, Federico Bertoni, Salvatore Natoli, Claudio Vela, Pierpaolo Antonello, Giuseppe Stellardi e Mario Porro.
L'uomo di Uz. Giobbe e la letteratura del Novecento Castagna Edoardo - Medusa Edizioni, 2007 - Argonauti
Come ogni mito, anche quello di Giobbe è così ricco e profondo che un po' tutti vi posso attingere e trovarvi il paragone che mette alla prova le diverse idee di umanità. Questo saggio vuole indagare proprio la specificità e la molteplicità di spunti che l'uomo di Uz ha offreto alla letteratura del Novecento. Giobbe non ha ispirato solo intellettuali come Jung o come Girard, che ne fa l'emblema del capro espiatorio. Il rapporto del "secolo breve" con Giobbe è infatti assai articolato: con Camus, per esempio, egli guida il pensiero e la scrittura nel confronto fra il testo biblico e la categoria moderna dell'assurdo. Con Kafka, Roth e Beckett l'immagine di Giobbe scava nell'intima sofferenza dell'uomo moderno e mostra il vuoto esistenziale che estranea il singolo dal mondo e dalla vita. Per Philippe Nemo i Dialoghi di Giobbe sono una compiuta fenomenologia dell'angoscia, e per Sestov la sua figura contesta la resa a un ordine che gli uomini chiamano naturale. Archetipo, ma anche compagno di tante anime che hanno compreso come il "bene più prezioso" sia del tutto incompatibile con quella ragione che, dai greci in poi, è stata assunta come unico criterio della verità. Solo a rari uomini è concessa, sfiorati come Giobbe dall'angelo della morte, una "seconda vista", che vince il velo dell'ipoteca razionale sul mondo.