Meltemi Libri
Libri editi da Meltemi pubblicati nella collana Le Melusine Problemi e processi sociali
Risentimento sociale. Sulle alternative al capitalismo globale Jameson Fredric - Meltemi, 2023 - Le Melusine
In questo pionieristico saggio, Fredric Jameson mette radicalmente in discussione le convenzionali idee della sinistra su ciò che costituisce una società emancipata. Nel volume sostiene, tra le altre cose, l'importanza di una nuova forma di coscrizione universale, il pieno riconoscimento dell'invidia e del risentimento come sfide fondamentali per qualsiasi società comunista, nonché l'accettazione dell'impossibilità di superare la divisione tra lavoro e tempo libero. Secondo Jameson, per creare un nuovo mondo occorre innanzitutto cambiare il modo in cui lo si immagina: smettendo di sognare una società emancipata, l'autore innesca un dibattito stimolante sulle possibili alternative al capitalismo globale.
Sicuri da morire. La violenza nell'epoca della globalizzazione Appadurai Arjun - Meltemi, 2005 - Le Melusine
Come mai il processo di globalizzazione non ha spalancato le porte a un mondo più giusto e pacifico, ma sembra piuttosto aver liberato forze oscure che hanno portato gli uomini a parossismi di violenza quasi inimmaginabili? Attraverso una puntuale riflessione sul rapporto tra maggioranze e minoranze nei moderni stati nazionali, l'antropologo indiano ci mostra come la violenza "etnica" sia la conseguenza di un'incertezza identitaria dovuta alla condizione postmoderna, in cui le appartenenze sembrano instabili, e l'esercizio della violenza fisica sul corpo dell'altro diventa un atto "scientifico" di verifica del diverso e come un'azione politica di ripristino delle differenze.
Sicuri da morire. La violenza nell'epoca della globalizzazione Appadurai Arjun Vereni P. (Cur.) - Meltemi, 2017 - Le Melusine
Come mai il processo di globalizzazione non ha spalancato le porte a un mondo più giusto e pacifico, ma sembra piuttosto aver liberato forze oscure che in Iugoslavia, in Iraq, nelle repubbliche dell'Asia centrale, in India, in Ruanda hanno portato gli uomini a parossismi di violenza quasi inimmaginabili? Perché questa spirale invece di attenuarsi si è intensificata, fino alla catastrofe dell'n settembre, e di lì alle guerre contro l'Afghanistan e l'Iraq? Superando gli evidenti limiti degli approcci realisti, che vedono nella violenza etnica, religiosa, nazionale null'altro che una maschera per conflitti di natura "materiale" ed economica, Arjun Appadurai individua l'estrema novità della violenza odierna nella sua specificità "culturale". Attraverso una puntuale riflessione sul rapporto tra maggioranze e minoranze nei moderni stati nazionali, l'antropologo indiano ci mostra come la violenza "etnica" sia la conseguenza di un'incertezza identitaria dovuta alla condizione postmoderna, in cui le appartenenze sembrano molteplici e instabili, e l'esercizio della violenza fisica sul corpo dell'altro si configura quindi da un lato come un atto "scientifico" di verifica del diverso, e dall'altro come un'azione politica di necessario ripristino delle differenze. Nell'elaborare una teoria sistematica - peraltro densa di riferimenti a casi concreti - delle ragioni e delle forme della violenza nell'epoca attuale, Appadurai mescola teoria sociologica, antropologia, scienza politica, psicoanalisi e passione etnografica per l'"inessenziale". E confrontandosi con la nuova tensione morale che punta a purificare il mondo dal Male passando fisicamente attraverso il corpo del nemico, arriva dunque alla conclusione che l'unico modo per fare i conti con la violenza di cui il mondo sembra oggi preda sia rifiutarne l'istanza essenzializzante e purificatrice, sia in quanto portatori di identità, sia in quanto studiosi dell'identità.