Mimesis Libri
Libri editi da Mimesis pubblicati nella collana Antropologia Della Liberta Antropologia
La religione nell'epoca della morte di Dio Bergamaschi M. (Cur.) - Mimesis, 2019 - Antropologia Della Libertà
Morte di Dio e trionfo della religione: tali le coordinate che inquadrano la riflessione di questo saggio. Le società secolarizzate, che hanno relegato il religioso alla mera sfera privata, ne stanno conoscendo l'inatteso revival nella sfera pubblica. È in un contesto emancipato dalle tradizioni, epurato dal riferimento a Dio e al divino, che la religione instaura il proprio incontrastato trionfo: non quale rapporto verticale con il trascendente, bensì come dispositivo di gestione sociale del desiderio, come amministrazione orizzontale degli uomini e delle collettività.
I volti molteplici della consuetudine. Vol. 1: Origini Bombelli G. (Cur.) Heritier P. (Cur.) - Mimesis, 2023 - Antropologia Della Libertà
Sul piano del metodo, il lavoro in due volumi e a più voci si ispira al modello dialogico: frutto di una serie di seminari interdisciplinari, è dedicato al configurarsi della consuetudine nell'attuale panorama dell'evoluzione della cultura, del diritto e del sistema delle fonti. Il volume sulle Origini intende fornire elementi molteplici di rilettura del costume nella cultura giuridica. Si scandisce in due parti, la prima dedicata alla rilettura di autori classici, a partire da Bobbio, e alla presentazione di nuove proposte teoriche, concentrando invece nella seconda parte l'apporto specifico al tema proprio delle diverse discipline giuridiche (filosofia del diritto, diritto canonico, penale, commerciale) ed economiche implicate. Il secondo volume analizzerà le prospettive evolutive di un fenomeno giuridico che non cessa di sorprendere.
La «fine» e il «finito»: filosofia profana e «fine di vita» Nerhot Patrick - Mimesis, 2020 - Antropologia Della Libertà
Una "dignità" profana non può che significare la realizzazione della libertà che una filosofia profana ha creato, quest'indeterminazione metafisica, un infinito metafisico che apre alle infinite possibilità dei campi storici dei possibili. Questa libertà profana è la cultura per eccellenza del rispetto dell'altro, un "altro" radicalmente indefinito, che questa cultura della libertà obbliga a costruire storicamente come un'uguaglianza totale. Un "diritto di morire" ne è l'espressione più perfetta, la concezione etica più alta. La libertà viene affermata e nel rispetto dell'uguaglianza tra chi chiede di morire e chi si trova nella situazione di poter aiutare a realizzare tale implorazione. Ma questo "diritto" non è un obbligo, è una possibilità come la cultura profana definisce giuridicamente questo termine, cioè un "diritto". Questa "possibilità" si accompagna con indicazioni giuridiche alla quale danno storicamente tutto il suo senso, ad esempio l'illegittimità di comportamenti simili agli "accanimenti terapeutici" o invece l'incoraggiare "cure palliative". Prima di tutto, però, questa "possibilità" apre a una ricomposizione della relazione tradizionalmente gerarchica, "paternalista", tra un medico e i suoi pazienti, a una cultura dell'uguaglianza che significa rispetto dell'altro e l'etica della dignità. I medici sono chiamati ad affrontare questa vera rivoluzione culturale (comma 3, art. 1, legge 219/2017), il loro sapere non può ovviamente diventare il sapere dei pazienti, ciò che implica una relazione, sotto questo aspetto, ovviamente gerarchizzata. Questo squilibrio, tuttavia, non può significare né giustificare un potere gerarchico, ma al contrario un'uguaglianza etica, la dignità dei pazienti che incita, in queste tragiche situazioni, medici e pazienti a trovare insieme, in un mutuo rispetto, la trascendenza storica alla quale la libertà-immanenza profana ci invita.