Mimesis Libri
Libri editi da Mimesis pubblicati nella collana Centro Internazionale Insubrico Storia della filosofia occidentale
Dimostrare l'esistenza dell'uomo Agazzi Evandro - Mimesis, 2023 - Centro Internazionale Insubrico
Da vari anni Evandro Agazzi viene pubblicando alcuni volumi che presentano in forma sistematica e articolata le aree fondamentali della sua ampia riflessione filosofica. La scaturigine di questo vasto programma di ricerca è il grande rispetto per la conoscenza scientifica, accompagnato da un rifiuto del pregiudizio positivista che riduce alle percezioni sensoriali la capacità di apportare conoscenza e attribuisce alla ragione solo la capacità di elaborare schemi formali incapaci di apportare autentica conoscenza. Tutta l'opera di Agazzi invece scandaglia il vasto mondo di concetti e principi astratti necessari per comprendere e spiegare il mondo della vita e dargli un senso. Questa sfera dell'invisibile (ossia di ciò che non si capta con la percezione sensoriale) costituisce una realtà accessibile ad altre forme di esperienza (quali l'esperienza morale, estetica, erotica, religiosa). Il presente volume è dedicato all'antropologia filosofica, ossia a una riflessione attorno alla natura umana, tema attualissimo in un momento in cui l'infatuazione per le conquiste di scienza e tecnologia rischia di far considerare l'uomo come una macchina (sia pure pensante) o un semplice mammifero un poco più evoluto di un orango o di uno scimpanzé. Il superamento di queste limitazioni permette di riconoscere nell'uomo una componente non materiale e immortale, sfruttando anche le analogie con il perdurare dei prodotti culturali. Qui appare un'inattesa amplissima presentazione di esempi tratti dalla musica, che di per sé rappresentano una novità in seno alla discussione filosofica e si alimentano a una pratica e conoscenza diretta del mondo musicale attraverso cui è passato l'autore. Di qui il titolo di quest'opera, Dimostrare l'esistenza dell'uomo, il cui contenuto analizza il cammino faticoso lungo il quale si è giunti a riconoscere la pari dignità umana a tante categorie di esseri della nostra specie che ne erano esclusi.
Sullo spazio del bene comune. Per una rilettura fenomenologica Lazzari Marina - Mimesis, 2016 - Centro Internazionale Insubrico
La dizione bene comune, unisce due termini di assoluta pregnanza filosofica, tanto che provare ad introdursi teoreticamente in essa significa far riaffiorare, non soltanto la trama concettuale dei due singoli termini che la compongono, bene e comune, ma l'intenzionalità, tipicamente contemporanea, che ha necessitato la loro unione in un'unica forma sostantivata: il bene comune. Di primo acchito, il tentativo di una ricognizione teoretica di questo concetto, che conia una significazione del termine "bene" intrecciata al suo rimando di "possesso", ma ancor più saldamente radicata a suo originarlo profilo assiologico, sembra scontrarsi con una serie di straordinarie difficoltà interpretative di cui la maggiore investe la possibilità stessa di pervenire ad un suo profilo definitorio. Come intendere, infatti, la ricchezza, ma anche l'ambiguità semantica del sintagma bene comune e a quale spazio poterlo intenzionare? Il testo, attraverso l'ausilio di elementi della teoresi platonica e fenomenologica, prova a rispondere al quesito, non attraverso una rinnovata costituzione concettuale del "bene comune", da affiancare al variegato prisma ermeneutico contemporaneo, quanto attraverso il tentativo di una descrizione fenomenologica della sua stessa esperienza.
Le ragioni del pensiero. Filosofi italiani del '900 Quaranta Mario - Mimesis, 2019 - Centro Internazionale Insubrico
L'attuale situazione dell'Italia è radicalmente diversa da quella del Novecento, in cui hanno operato i dieci filosofi italiani considerati in questo lavoro. La globalizzazione costituisce la nuova condizione in cui si colloca la società e la cultura del nostro Paese, in un processo di rapido sviluppo, tale da avere suggerito al sociologo Zygmunt Bauman la felice immagine di società liquida, ossia aperta, incerta. Di fronte a questo preciso contesto, l'Autore ha scelto di compiere allora l'analisi di un problema, di un argomento o, spesso, anche di un'opera che ha avuto un particolare rilievo nel pensiero dei filosofi qui considerati, affrontando questioni che non sono estranee alle odierne discussioni filosofi che. Questo, per esempio, è il caso di Mario Manlio Rossi, che, nel momento in cui il protestantesimo aveva una significativa presenza e una rivista come Conscientia, si pose il problema del rapporto tra teologia e filosofia, nonché quello della presenza del pensiero di Lutero in scrittori e pensatori italiani e dell'Europa. Oggi anche papa Francesco ha riconosciuto una certa attualità a Lutero, aprendo una discussione all'interno del cattolicesimo. Oppure si rileva l'importanza del contributo del filosofo cattolico Marino Gentile che ha svolto un riesame della cultura cattolica discutendo - sollecitato direttamente da G. B. Montini (futuro Papa Paolo VI) - il rapporto fra cattolicesimo e modernità, ovvero una "costante" della cultura cattolica. Un originale contributo sulla guerra ha infine fornito il filosofo positivista Erminio Troilo, il quale ha individuato le ragioni della Prima guerra mondiale nella cultura filosofica, mostrando come il pensiero di Fichte e di Hegel l'abbiano preparata, facendola accettare alla classe dirigente tedesca. Di fronte alle guerre che accadono oggi, in cui anche l'Italia è stata variamente coinvolta, il problema della legittimità o della necessità della guerra continua infatti a essere un argomento dibattuto, sia pur con opposte opzioni.