Mimesis Libri
Libri editi da Mimesis pubblicati nella collana Eterotopie America del Nord
Prossime uscite della collana Eterotopie
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791222333397 Un patrimonio di pratiche. Il riuso del costruito storico nell'Italia interna
- 9791222333311 L'estetico e il noetico. Nuove sinergie tra corpo, video e nuovi media
- 9791222332581 Ballroom. Legami, spazi e ritualità di una sottocultura
- 9791222332567 Oltre il calcolo. Le basi epistemiche del Liceo Matematico
- 9791222332260 Il popolo martire dei nostri tempi. Scritti e interventi sulla questione palestinese, la rivoluzione anticoloniale, l'imperialismo
- 9791222332024 Pedagogia e letteratura. Percorsi educativi dagli epitafi greci a David Foster Wallace
- 9791222332017 Pestilenze. Come virus e batteri hanno influenzato la storia della medicina e delle civiltà
- 9791222329437 Perchè la guerra e non la rivoluzione?
- 9791222329369 La legislatura populista
- 9791222329048 Silvio Spaventa. Giustizia amministrativa e giustizia sociale
Guerre solo ingiuste. La legittimazione dei conflitti e l'America dal Vietnam all'Afghanistan Ruta Carlo - Mimesis, 2011 - Eterotopie
La giustificazione della guerra ha retto, sin dall'antichità classica, su capisaldi e logiche convergenti. Più o meno tutte le elaborazioni hanno ambito all'universalità, come è proprio delle teorie politiche, da Platone in avanti. Pressoché tutte hanno finito con l'interloquire altresì con i poteri pubblici, civili e militari, delle rispettive epoche. Di recente, la discussione converge, inevitabilmente, su Michael Walzer perché con tale pensatore la teoria della guerra giusta giunge a uno snodo decisivo, nel senso addirittura di un "superamento" della elaborazione scolastica e giusnaturalistica, fondandosi su due concetti inediti, essenziali nella geopolitica odierna: quello di guerra preventiva e quello di supreme emergency. La storia dà conto che ogni epoca ha fondato propri miti, funzionali e necessari. Tenendo conto di tale profilo, si tratta di definire allora quanto la teoria di Walzer, che costituisce appunto la più compiuta esposizione della dottrina in età contemporanea, sia stata in grado di intercettare, dopo il Vietnam, le istanze dell'America ufficiale.
Voci nere. Storia e antropologia del canto afroamericano Chiaricò Gianpaolo - Mimesis, 2018 - Eterotopie
Qual è il rapporto fra secoli di schiavitù e il falsetto di James Brown? In quale misura l'esperienza delle comunità nere americane si riflette nel timbro di Nina Simone o nei gesti vocali di Bobby McFerrin? Com'è possibile comprendere ciò che avviene oggi negli Stati Uniti, con il Black Lives Matter e l'elezione di Donald Trump, ascoltando le melodie di vocalist e attivisti? "Voci nere" risponde a queste domande sviluppando un'analisi critica dei modi in cui il canto afroamericano rappresenta allo stesso tempo uno stereotipo razziale e un potentissimo elemento culturale. Lo studio di registrazioni e incisioni sconosciute, unito al lavoro etnografico nel South Side di Chicago e all'uso di diversi media, genera un viaggio attraverso la storia americana che si muove lungo tracciati di memorie culturali e soniche, cercando di individuare i significati riposti nel canto di un solista o in quello di un coro. Storia e antropologia, etnomusicologia e cultural studies si fondono nel tentativo di approcciare le componenti corporee, letterarie, materiali, politiche e spirituali che connotano il potere della vocalità black.
Una storia sociale del jazz. Dai canti della schiavitù al jazz liquido De Stefano Gildo - Mimesis, 2014 - Eterotopie
La presenza del jazz nella cultura musicale mondiale è un dato difficilmente confutabile. Anche chi non conosce direttamente l'idioma jazz, inteso come genere musicale specifico nato in America, può - una volta resosene conto riconoscerne gli influssi su gran parte della musica occidentale del secolo scorso. Ma il jazz non è solo musica bensì un mero 'fatto sociale', e se prima coinvolgeva solo il popolo afroamericano adesso va inteso a livello 'glocale'. Questo saggio è arricchito dalla prefazione dell'autorevole pensatore Zygmunt Bauman e, pur non avendo la pretesa di voler essere una sorta di 'sociologia della musica jazz', affronta l'argomento della musica afroamericana - con tutte le sue peculiarità quali l'improvvisazione e quant'altro - sotto un profilo squisitamente socio-antropologico, partendo dalle teorie classiche fino ad analizzare quelle prospettive relative al mondo della globalizzazione. A tal proposito il jazz, come linguaggio musicale, assume da sempre un ruolo significativo nei processi di costruzione sociale della realtà e dell'immaginario individuale e collettivo.