Mondadori Libri
Libri editi da Mondadori pubblicati nella collana Omnibus Autobiografie: artisti e personalità dello spettacolo
Oggi come allora Keaton Diane - Mondadori, 2011 - Omnibus
"Alla mamma piacevano le massime, le citazioni, gli slogan. Sulla parete della cucina c'erano sempre attaccati dei bigliettini. Ad esempio la parola "pensa". Ho trovato "pensa" fissato con una puntina da disegno alla bacheca nel suo studio. L'ho visto appiccicato con lo scotch a una scatola di matite su cui aveva fatto un collage. Ho perfino trovato un libretto intitolato "pensa" sul suo comodino. Alla mamma piaceva "pensare"." Inizia così l'indimenticabile mémoir che Diane Keaton, attrice nota in tutto il mondo, musa ineguagliabile di Woody Alien e brillante interprete di film di grande successo, dedica a se stessa e a sua madre, l'adorabile e complicata Dorothy, scomparsa di recente. Per raccontare la propria storia, infatti, Diane si è resa conto che doveva raccontare anche quella di sua madre, rivelando come il loro strettissimo legame sia stato determinante per i destini di entrambe. Attingendo alle migliaia di pagine di diari che Dorothy aveva tenuto per gran parte della sua vita - istantanee di una donna concentrata sul suo ruolo di moglie e madre, ma costantemente pervasa da una grande energia creativa e intellettuale - Diane Keaton traccia non solo un ritratto personalissimo di sé, ma anche di quattro generazioni della sua famiglia, chiaro esempio del sogno americano.
Sono stato più cattivo Ruggeri Enrico - Mondadori, 2017 - Omnibus
È il 1975, siamo in una discoteca di Londra. La serata sta per finire, un diciottenne italiano, in pellegrinaggio con gli amici nella capitale della musica, sta ballando un lento con una ragazza. Vuole fare colpo. «Sono un musicista» le sussurra all'orecchio nel suo inglese stentato, «forse un giorno qualcuno ballerà con una delle mie canzoni». L'inglesina non alza nemmeno lo sguardo. «I don't think so», non credo proprio, risponde con una smorfia. Due anni dopo, quel ragazzino firmerà il contratto per il suo primo disco. Dodici anni dopo, conquisterà la prima vittoria al festival di Sanremo e un disco di platino. La rabbia per quelle parole londinesi - e per molte altre cose che gli erano già successe - è stata, confessa oggi, un motore straordinario. In occasione del suo sessantesimo compleanno, Enrico Ruggeri, per la prima volta, decide di raccontare la sua vita. E lo fa partendo dal principio, dalla sua infanzia milanese, la depressione del padre - uomo intelligente e affascinante che però non riusciva ad andare a prenderlo a scuola tanta era la fatica di alzarsi e uscire da casa - e l'abbraccio di due generazioni di donne forti e iperprotettive che, con le migliori intenzioni, contribuivano alla sua solitudine. Si continua con gli anni del liceo, nella Milano dei '70, in cui era quasi impossibile sfuggire al conformismo della contestazione, che nell'imporre mode e gusti alternativi passava in un attimo dal grottesco alla violenza. Intanto c'era stata la prima delusione amorosa e, soprattutto, l'incontro con la musica - i 45 giri dei Beatles, di Lou Reed, dei Roxy Music da ascoltare in loop tutto il pomeriggio - e il sogno di fondare una band. Si arriva così all'università, alla comparsa dei Decibel sulla scena punk milanese, alla nascita di sodalizi musicali indissolubili come quello con Luigi Schiavone, alla lunga, altalenante cavalcata verso l'affermazione. Con la rabbia, la sete di riscatto e la voglia di andare controcorrente come inseparabili compagni di avventura. Partendo dalla convinzione che siamo quello che viviamo, nel bene e nel male, e che "scrivere può salvarti la vita", Ruggeri compone un memoir letterario onesto e spietato, una corsa sulle montagne russe che, ripercorrendo con affetto e durezza la sua vita, tappa dopo tappa, illumina tutti i successi e i fallimenti, le cadute e le rinascite.