Mondadori Libri
Libri editi da Mondadori pubblicati nella collana Strade Blu Non Fiction Politiche del governo centrale
La Giustizia è una cosa seria Gratteri Nicola Nicaso Antonio - Mondadori, 2011 - Strade Blu. Non Fiction
Come funziona veramente il nostro sistema giudiziario? Quali leggi sono efficaci e quali invece intralciano l'azione della magistratura? Quali provvedimenti potrebbero essere utili a rendere davvero ostile il terreno per la criminalità organizzata in Italia e nel mondo? Nicola Gratteri, procuratore aggiunto presso la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, torna a dialogare con Antonio Nicaso, studioso tra i massimi esperti mondiali di 'ndrangheta, per aiutarci a comprendere meglio gli ingranaggi di quella complessa macchina del sistema giustizia, la cui riforma ormai non è più procrastinabile. Le proposte avanzate finora dal governo non sembrano capaci di risolvere i tanti problemi in campo, come la lunghezza dei processi, le carenze di organico nei tribunali e nelle procure più esposte alla lotta contro le mafie e il malaffare politico. Ben altre sono, secondo Nicola Gratteri, le riforme che potrebbero aiutare la giustizia: la revisione delle circoscrizioni giudiziarie che ricalcano ancora lo schema ottocentesco, quando le distanze venivano coperte a dorso di mulo, la riduzione del numero dei tribunali, l'utilizzo della posta elettronica per l'esecuzione delle notifiche, la depenalizzazione dei reati minori per riservare il processo penale alle questioni di maggiore allarme sociale e tanti altri piccoli accorgimenti studiati nell'interesse esclusivo della giustizia. Prefazione di Vittorio Zucconi.
Abbondanza. Come costruire un futuro migliore Thompson Derek Klein Ezra - Mondadori, 2026 - Strade Blu. Non Fiction
Tra i libri più discussi degli ultimi anni, Abbondanza è un invito a lasciarsi alle spalle il disfattismo e tornare a credere davvero nel progresso, per costruire una società in cui la prosperità non sia un privilegio di pochi, ma un bene condiviso. Raccontare il XXI secolo, fin qui, significa raccontare una storia di crescente scarsità. Una crisi abitativa sempre più acuta, soprattutto nelle grandi città; la coesistenza paradossale di disoccupazione e carenza di lavoratori in settori strategici; filiere produttive che si rivelano fragili dopo decenni di delocalizzazione. E, nonostante gli avvertimenti sul cambiamento climatico, gli investimenti nelle infrastrutture energetiche restano largamente insufficienti. Dagli Stati Uniti all'Europa, viviamo in un sistema in cui è diventato fin troppo facile bloccare qualsiasi progetto e sempre più difficile costruire. Le soluzioni di ieri sono diventate i problemi di oggi: norme nate per garantire equità e proteggere i cittadini hanno finito per rendere sempre più difficili gli interventi pubblici. Due fra le firme più autorevoli del giornalismo americano partono da questa diagnosi per avanzare una tesi netta: la scarsità non è un destino, ma il frutto di specifiche scelte politiche e culturali. La loro è soprattutto una critica dall'interno all'agenda progressista e alla sua diffidenza verso la crescita e gli strumenti necessari a realizzarla. Una postura che, dati alla mano, produce effetti opposti a quelli desiderati: quando i beni restano scarsi - dalle case ai servizi pubblici - l'accesso si restringe e le disuguaglianze si accentuano. È essenziale ripensare il ruolo dello Stato come attore capace di intravedere possibilità - non solo rischi - nella creazione di nuove idee e progetti, e di dare forma a sistemi e istituzioni che rendano possibile realizzarli.