Morcelliana Libri
Libri editi da Morcelliana pubblicati nella collana Il Pellicano Rosso Nuova Serie Lingue indo-europee
Parini. L'officina del «Giorno» Gibellini Pietro - Morcelliana, 2010 - Il Pellicano Rosso. Nuova Serie
Cesellato gioiello ed esplosivo pamphlet, il "Giorno" è un testo chiave della stagione che va dal crepuscolo dell'Antico regime all'avvento della Rivoluzione, dai sali satirici dell'Illuminismo al sogno neoclassico di perfezione. Al poemetto Parini lavorò tutta una vita, dal 1763-65, quando ne pubblicò le prime due parti, fino alla morte (1799), che lo colse mentre ancora attendeva a finire e rifinire il suo capolavoro di polemica sociale, dove l'irrisione etica del bel mondo nobiliare convive con l'attrazione per le sue eleganti vanità. Nel solco della variantistica di Contini e della filologia di Isella, Gibellini offre un'ampia interpretazione del poema nel suo farsi, attento alle scelte formali e alle opzioni ideologiche che oppongono "due secoli l'un contro l'altro armati"."Il Giorno" viene attraversato anche lungo rotte tematiche nuove, da quella sorprendente del vino a quella della mitologia classica, ricreata dal poeta ora con ironico sorriso, ora con stupefatto consenso. Chiudono il volume una rassegna degli studi filologici su Parini e un panorama dei giudizi che sulla sua poesia diedero tre scrittori della linea lombarda: Porta, Dossi, Gadda.
Realismo di Dante. Disegni e letture della Divina Commedia Levi Della Torre Stefano - Morcelliana, 2014 - Il Pellicano Rosso. Nuova Serie
È con la sensibilità dell'artista - e del lettore appassionato - che Stefano Levi Della Torre si accosta alla Divina Commedia, sondandola con brevi scritti e rapidi tratti di penna e matita che catturano l'esattezza fisica ed emotiva dei versi danteschi. Il realismo di Dante è paradossale: se da un lato il poeta traduce i suoi argomenti in fatti riconducibili all'esperienza che l'uomo ha delle cose, dall'altro accompagna il lettore in un mondo altro dove, per esempio, Virgilio, Beatrice e il Minotauro sono resi con la medesima plasticità, in un reciproco potenziamento di fantasia e verosimile. È il parlare figurato proprio dell'arte in cui la finzione è rappresentazione della verità, in un rapporto che si ritrova rovesciato nella frode - il falso che si presenta come vero - raffigurata da Dante in Gerione, serpente con "faccia d'uom giusto". Questo libro vuole essere un invito a gustare la Divina Commedia, in una sorta di lettura originaria che metta tra parentesi gli apparati di note per godere delle pure modalità narrative, in grado di evocare effetti figurativi e percettivi, ricostruendo con la parola le atmosfere e gli spazi fisici del viaggio nell'oltretomba, facendo vedere, udire, odorare e toccare le cose raccontate.