Morcelliana Libri
Libri editi da Morcelliana pubblicati nella collana Pellicano Rosso NARRATIVA E ARGOMENTI CORRELATI
Prossime uscite della collana Pellicano Rosso
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788837241858 I dissidenti russi. Un'antologia
- 9788837241827 Appello ai filosofi e teologi cristiani
- 9788837241704 La felicità. Note scandinave
- 9788837241681 Dio nei doppi pensieri
Il primo incontro. Lettere scritte e non scritte Trebeschi Cesare - Morcelliana, 2024 - Pellicano Rosso
Il 1 giugno 1932 Cesare Trebeschi riceve, in occasione della sua prima comunione, una lunga lettera dal padre Andrea, amico di papa Montini, personalità di spicco del mondo cattolico, partigiano nelle fiamme verdi, deportato nei lager nazisti e morto a Gusen in una gelida giornata del gennaio 1945. Il primo giugno 2003 Cesare Trebeschi, nonno, detta una lettera per il nipotino Cesare in occasione della sua prima comunione. E qualche settimana dopo, di ritorno da un viaggio a Mauthausen e Gusen dove «il bisnonno Andrea è stato portato a morire», Trebeschi scrive un'altra lettera alla nipote Ana Carolina, che lo ha accompagnato in quel triste ricordo. Forme epistolari che, inviate ad altri nipoti, sono proseguite nel tempo quali testimonianza di prove dolorose, ideali e gioie intime da condividere. Sono lettere, qui in nuova edizione con inediti, che si leggono come la trama di un filo ininterrotto, una traccia ancora aperta. Una memoria famigliare che assume valore universale. Prefazione di Marco Fenaroli. Introduzione di Tino Bino.
I giorni del mondo. Nuova ediz. Artom Guido - Morcelliana, 2024 - Pellicano Rosso
All'uscita, nel 1981, della prima edizione di quest'opera, Giovanni Arpino salutava l'evento scrivendo ad Artom: «questo libro così nitido, impavido, fermo, che il filtro degli anni ti ha "dittato dentro"». Ma non è solo un romanzo storico che narra le vicende della comunità ebraica di Asti, nel periodo che va dall'età napoleonica alla formazione dell'unità d'Italia: è anche, come scrive Paolo De Benedetti nella Prefazione, una «voce autentica dell'ebraismo italiano, così peculiare e ricco nei suoi intrecci con il mondo non ebraico al quale tanto ha dato». E nel racconto di Artom - nelle storie particolari di Raffaele, Zaccaria, Isacco, Dolcina... - la narrazione, salvando le tracce di ogni singolo passato, custodisce, con gesto proprio della memoria ebraica, schegge di futuro: «La sera del pranzo di Pasqua, in famiglia si auguravano a vicenda "quest'altr'anno a Gerusalemme" [...] Ma in realtà ogni volta che Raffaele ritornava al Chiossetto [...] sentiva che la sua terra era quella, che il paesaggio di collina, tagliato dalle anse lente del fiume, era quello in cui avrebbe voluto trascorrere la sua vita, i giorni, le notti».