Morcelliana Libri
Libri editi da Morcelliana pubblicati nella collana Uomini E Profeti LETTERATURA E STUDI LETTERARI
Moby Dick o l'ossessione del male Spinelli Barbara Caramore G. (Cur.) - Morcelliana, 2010 - Uomini E Profeti
Chi conosce Barbara Spinelli come commentatrice politica del quotidiano "La Stampa" non resterà del tutto sorpreso nel vederla alle prese con un testo letterario, una sorta di monumento della parola, il Moby Dick di Herman Melville, libro di superba architettura e dalla scoperta ispirazione teologica. Non di rado nei suoi articoli ricorre al testo biblico, consapevole che quell'antico strato della memoria d'Occidente sostiene ancora il nostro fragile presente. Basta guardare un po' più in là e un po' più a fondo rispetto a quello che comunemente si è disposti a fare. Proprio Moby Dick - la grandiosa epopea della ricerca umana e della sua dannazione - è, forse, il libro più capace di sollecitare questa essenziale attitudine dell'intelligenza di Barbara Spinelli: la sua capacità d'immergersi sotto la crosta dell'ovvio, sotto la superficie di un'attualità squillante e fin troppo perentoria, nuovo idolo che sovrasta le nostre vite e talvolta, svuotandole, le domina; la sua capacità di scavare nella natura del molteplice, per graffiare l'idolatria dell'Uno, che "ha affascinato sempre la mente umana".Facendo rotta con Achab, navigatore di tenebre, Barbara Spinelli ci accompagna dentro lo spazio di una lotta mortale, dove la ricerca della verità, la lotta - contagiosa - contro il male, e la sopravvivenza di una schiuma di bene altro non sono che il poema della nostra vita.
La leggenda del grande inquisitore Zagrebelsky Gustavo Caramore G. (Cur.) - Morcelliana, 2009 - Uomini E Profeti
Del Grande Inquisitore a Zagrebelsky interessa il "teorico del potere", che costruisce, a sua immagine, il sogno di un'umanità redenta a prezzo della libertà; il vincente nella storia, il quale, come ogni inebriato dalla vittoria, trasmuta la responsabilità in dispotismo. È qui che sorgono anche le interrogazioni sulla dimensione religiosa, non esente, come ogni cosa umana, dalle seduzioni del potere, ma anche dalle seduzioni di una comoda rinuncia alla faticosa ricerca della verità: il dogmatismo da un lato, che comporta sacrificio della libertà, e il relativismo scettico dall'altro, che induce alla rinuncia della verità, sono le due malattie - più mortali che infantili - che compromettono l'esperienza religiosa. Il "genio cristiano" di Dostoevskij è certamente quello che ha saputo portare più a fondo la tensione tra la durezza delle "anime calcificate" che abitano il mondo e il "battesimo di fuoco" promesso a loro salvezza, che, solo, ha la possibilità di "fonderle", trasformando i cuori di pietra in cuori di carne. E giustamente Zagrebelsky si sofferma a lungo, in chiusura, sul bacio del Prigioniero Cristo, come unica "risposta" al lungo, sottile, perverso disquisire dell'Inquisitore.(Gabriella Caramore)
L'infinito e la siepe. Metafisica e laicità in Giacomo Leopardi Levi Della Torre Stefano Caramore G. (Cur.) - Morcelliana, 2003 - Uomini E Profeti
Levi della Torre guida il lettore nel pensiero e nell'opera leopardiana, sottolineando come nei suoi testi non ci sia contrapposizione, ma rimando tra "metafisica" e "laicità", tra "religioso" e "irreligioso", al limite tra "credulità" e "incredulità". L'autore è docente presso la Facoltà di Architettura di Milano ed è stato membro del Consiglio della Comunità Ebraica di Milano.