Negretto Libri
Libri editi da Negretto pubblicati nella collana Cause E Affetti Storia
Memorie di trasformazione. Storie da manicomio Migani Cinzia Giacanelli Ferruccio - Negretto, 2018 - Cause E Affetti
Il manicomio: un luogo non-luogo abitato da "color che son sospesi", prigionieri di un'alienazione sociale (prima ancora che mentale) che li condanna ad essere ombre, apparizioni silenziose chiuse in un altrove "tra le nuvole". Questo sembra suggerirci la fotografia di copertina, con quella porta chiusa a delimitare uno spazio incompiuto da cui emergono fantasmatiche memorie. Il libro ricostruisce un periodo poco esplorato (l'ultimo trentennio dell'Ottocento) del manicomio di Bologna e si sofferma sulla nascita degli istituti psico-pedagogici in Italia, avvenuta sul finire del XIX secolo, mettendo in evidenza gli interessi diversi che hanno concorso a sancire, senza l'ausilio di saperi solidi e scientificamente comprovati, la differenza fra normalità e patologia. La terza parte del libro è centrata sulla storia di tre persone che hanno trascorso molto tempo - troppo tempo - nei manicomi di Bologna e Imola e nel Ricovero per alienati cronici di Budrio. Memorie che permettono di ricostruire la storia poco conosciuta di istituzioni totali e le vicende di persone che si stagliano dall'oblio: proprio quei luoghi deputati a disumanizzare e reificare le sofferenze delle persone diventano occasione per restituire loro un'identità soggettiva. Memorie che vogliono richiamare l'attenzione di tutti sul contributo che ognuno di noi porta con il proprio impegno, sia esso fatto di presenze o assenze nella co-costruzione del proprio luogo di vita e dei diversi manicomi che lo popolano. Copertina di Elisabetta Mandrioli.
Il sale e gli alberi. La linea curva della deistituzionalizzazione Venturini Ernesto - Negretto, 2020 - Cause E Affetti
È un libro che racconta una piccola storia, parte effettuale di una grande storia. La piccola storia - che l'autore chiama "Riabilitare la città" - riguarda il superamento degli ospedali psichiatrici di Imola negli anni 80-90, attraverso la partecipazione attiva della comunità, uno tra gli esempi più importanti di salute mentale comunitaria. La grande storia è il processo di liberazione dell'essere umano, che cerca, nelle contraddizioni storiche e sociali, i riferimenti ideali per promuovere i cambiamenti. In questa circostanza l'orientamento è il pensiero basagliano della "Deistituzionalizzazione": un processo dialettico, che va al di là di una semplice riforma e che cerca di dare concretezza ai valori di un'utopia - quella di una società senza manicomi. Ciò che è in gioco è la ricerca di una rottura con ogni logica escludente, riflesso di una società di disuguali. La deistituzionalizzazione si configura, in sostanza, come un movimento per trasformare la società, attraverso pratiche collettive che si muovono nelle correnti calde dell'immaginazione creativa. In questa prospettiva, la vicenda imolese degli anni '80 continua a mantenere una sua forte attualità, per il suo messaggio di speranza nelle possibilità di riscatto e di emancipazione dell'essere umano. L'autore usa uno stile di esposizione, talora metaforico e poetico, che guida i lettori, anche di ambiti diversi da quelli della psicologia e della psichiatria, alla comprensione dei fenomeni che sostengono i processi della cura e della riabilitazione in psichiatria.