Pellegrini Libri

Libri editi da Pellegrini pubblicati nella collana Fuori Collana Scuole

Prossime uscite della collana Fuori Collana

Libri previsti in uscita su Unilibro.it:

  • 9791282506021 Cronologia di una vita dal vivo
  • 9791282485128 La grande meraviglia del Pollino. Ediz. illustrata
  • 9791282485111 Il mondo è vostro. Crescere con l'intelligenza artificiale
  • 9791282485104 Che emozione sei?
  • 9791281956568 Radici di carta
  • 9791281956490 La festa del mio temporale
  • 9791281956483 Sicilia segreta. Atlante sentimentale dell'isola
  • 9791281956346 Messina è una vertigine. Sopralluoghi e discorsi sul paesaggio
  • 9791281936072 Il caso Charlie Kirk. Uno sparo dal buio
  • 9791281936041 Miti e segreti del GP di Monaco
Ci accomunavamo le reti e le stelle. Pensieri e parole di una comunità scolastica nel tempo del distanziamento sociale libro
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LIBRO   9788868229436

Ci accomunavamo le reti e le stelle. Pensieri e parole di una comunità scolastica nel tempo del distanziamento sociale Paradiso R. (Cur.)  Citro A. S. (Cur.)   -  Pellegrini, 2020  -  Fuori Collana

In questo corposo libro raccontano tutti, tutti i protagonisti di una comunità scolastica che all'improvviso perde ogni riferimento topologico concreto, viene sfrattata dall'abituale impianto organizzativo liquefacendosi in un nuovo assetto esistenziale che è quello del mondo virtuale. Raccontano il dirigente scolastico, raccontano i docenti, raccontano gli studenti dei corsi mattutini e dei corsi serali, raccontano gli educatori, raccontano gli amministrativi, raccontano i genitori. Tutti. E tutti raccontano con parole concernenti la scuola, - Parole di scuola, come direbbe la preside-scrittrice M.P. Veladiano - quelle parole costitutive e irrinunciabili che definiscono ogni comunità scolastica.

€ 16.00 € 15.20
LIBRO   9788868229252

Stromboli. Dove la scuola è un'isola Farina Loredana   -  Pellegrini, 2020  -  Fuori Collana

«La prima regola che ho imparato affrontando i nodi teorici dell'antropologia culturale, così come essi, nella fase del metodo, si sono rivelati sul campo, è che avrei dovuto essere disposta a plasmare le mie conoscenze in accordo con i fatti che andavo registrando e, ancor più, considerare questi fatti come unico sostegno al mio agire. Non è stato semplice, soprattutto perché attraverso l'osservazione e l'interpretazione dell'esperienza che andavo via via maturando, divenivo sempre più consapevole di quanto l'offrirmi agli accadimenti e al susseguirsi delle scoperte componesse una costante esplorazione simbolica del me attraverso 1' altro e di come questo mi costringesse a percorrere strade inedite del mio agire per poter costruire i luoghi praticabili per le mie relazioni. Da tutto questo può essere compresa l'angolazione dalla quale ho operato la mia osservazione dei fatti qui raccontati: gli incontri che ho avuto la fortuna di costruire in questi anni con gli strombolani si sono sempre definiti necessariamente come miei rischi identitari, che in alcuni casi hanno richiesto anche l'audacia del rischio della vita, ma ad essi mi sono affidata, da essi mi sono pian piano lasciata addomesticare accettando di assumerli come occasione per contenere il mio bagaglio teorico, pur con le inevitabili contaminazioni culturali che sollecitavano costantemente il mio adattamento alla pratica del luogo. In questi termini, il racconto di questo viaggio va interpretato come la costante elaborazione della mia capacità di produrre senso, un nuovo senso del me: ogni incontro, infatti, si è definito nei termini indicati delle mie scoperte intellettuali, costretta, come sono stata, a forzare, al limite della rottura, l'ordine costruito dal mio pensiero, fino al rischio dello spaesamento emotivo e mentale, che è premessa indispensabile per realizzare un nuovo ordine e verificare il comprendersi come possibili altri da sé. Scrivo spaesamento perché questo è concetto che interpreta quella condizione di rischio che gli esseri umani sperimentano quando perdono i riferimenti domestici - culturalmente controllabili -, quando, cioè, smarriscono l'ordine della propria dimensione esistenziale e vivono l'esperienza devastante dello sradicamento, incapaci di agire e dar senso a quel qui ed ora, che mette in crisi la loro stessa presenza. Ma è stato fortemente suggestivo interpretare il mio viaggio come questo andare fuori dalla mia ordinaria quotidianità, come questo prendere coscienza del definirsi della tensione fisica e mentale del mio agire, perché questo viaggio, che ha posto in discussione l'ordine costruito dal pensiero, ha provocato, si, smarrimento, spaesamento e disordine, ma, pur componendosi come condizione rischiosa, si è poi definito come premessa necessaria per la realizzazione di un nuovo ordine e di sempre nuove, irrinunciabili occasioni.» (Loredana Farina)

€ 18.00