Petite Plaisance Libri
Libri editi da Petite Plaisance pubblicati nella collana Coralli Di Vita Filosofia occidentale antica: fino al 500 d.C.
Nel parco dei cervi. Caccia, allevamento e protezione nell'India antica. Cervi, antilopi e gazzelle Pieruccini Cinzia Filannino Indelicato A. (Cur.) - Petite Plaisance, 2023 - Coralli Di Vita
Secondo la letteratura buddhista, dopo aver ottenuto l'Illuminazione il Buddha pronuncia il suo primo e fondamentale sermone nel cosiddetto "Parco dei cervi" di Isipatana, nei pressi della città di Varanasi. Nel corso della sua vita itinerante nella pianura gangetica orientale, sosterà di nuovo in questo e in altri analoghi "parchi", e vi impartirà i suoi insegnamenti. Ma in che cosa consisteva, esattamente, un "Parco dei cervi"? Attraverso l'analisi di fonti letterarie rilevanti, in pâli e in sanscrito, si cerca qui di comprendere quale fosse in origine la natura e la destinazione dei luoghi così definiti: potevano forse costituire tenute di caccia, o riserve di allevamento, o forse ancora boschi protetti, dove a cervi, antilopi, gazzelle e ad altri animali era garantita ospitalità e tutela. Ma, da qualunque realtà iniziale siano potuti derivare, questi "parchi" emergono infine nella tradizione buddhista come un tassello del messaggio di serenità e di compassione universale proclamato dal Buddha: emblematici luoghi di pace e di rispetto rivolto a tutti gli esseri viventi, fra i quali, in primo luogo, gli amabili "cervi".
Apologia per Scamandrio o dell'abbandono. Contributi di Iliade VI a una filosofia del tragico Filannino Indelicato Alessandra - Petite Plaisance, 2022 - Coralli Di Vita
Un'apologia per Scamandrio, simbolo dei bambini amati e abbandonati di tutte le guerre del mondo. Cucciolo di animale umano, bimbo stellare, creatura piccina, e tuttavia pioniere e maestro del vivere radicati, del sapere del corpo, dell'istante fugace. Sapiente ma terrorizzato dalla luce dell'elmo abbagliante di Ettore, un padre, suo padre - uno dei tanti destinati a morire una morte "bella". Un combattente eccellente, Ettore, che, scarcerandosi il capo dal vincolo radicale alla guerra, posando per terra per un solo istante l'elmo di bronzo, si manifesta eroicamente nudo - nelle emozioni, nel cuore, nel corpo educato alle mura difensive dell'anima. Ettore, il dolce e generoso massacratore, con un semplice passo indietro, con un ultimo abbraccio, con una (dis)sperata preghiera, provocatoriamente segnala la sua definitiva non-scelta, il suo estremo enunciato di vita, che lo allontana sensibilmente da tutte le letture scotomizzanti tra amori e doveri. Chiamato Astianatte, "signore della città" - dagli altri ma non dal padre - Scamandrio mostra la disarmante essenza della filosofia del tragico come pharmakon, come agape, suscitando un fulmineo, buffo, ultimo sorriso nei suoi genitori.