Pisa University Press Libri
Libri editi da Pisa University Press pubblicati nella collana Scienze Per La Pace Altri raggruppamenti geografici, oceani e mari
«Nel mezzo». Microfisica della mediazione nel mondo greco antico Cozzo Andrea - Pisa University Press, 2014 - Scienze Per La Pace
Arbitrato, mediazione, interposizione sono pratiche di gestione dei conflitti (alternative tanto alla violenza quanto al rigido e astratto diritto) che la società contemporanea, bisognosa di ricostruzione del senso della comunità, va lentamente riscoprendo. Nella civiltà greca, da Omero al IV sec. d.C, queste pratiche erano già conosciute e sperimentate a diversi livelli: nei rapporti interpersonali, in quelli interni alla polis e in quelli tra le poleis. Superando l'idea di un mondo greco polarizzato fra "irenismo comunitario" e "bellicita perenne" (esterna o interna alla polis), questo volume da spazio ad una ricostruzione storica che evidenzia gli elementi qualificanti di un'organizzazione concettuale che sembra attiva presso i Greci in diversi ambiti, da quello delle teorie politiche a quello delle competizioni sportive. In particolare si mostra come i Greci, tanto nella prassi quanto nella riflessione teorica, abbiano esplorato i modi in cui una terza parte potesse frenare la violenza e, spesso, avviare dinamiche capaci di soddisfare tutti gli attori coinvolti nel conflitto. Queste esperienze antiche possono aiutarci a vedere anche oggi il conflitto in forme costruttive, in grado di salvare sia la giustizia sia le relazioni umane.
Attrarre e respingere. Il dispositivo di immigrazione in Europa Possenti Ilaria - Pisa University Press, 2012 - Scienze Per La Pace
Con il recente Trattato di Lisbona l'Unione europea ha acquisito ampi poteri in materia di immigrazione. Ma in quale direzione si sta muovendo? L'Europa degli "accordi di Schengen". che rafforza le frontiere esteme, appare sempre più legata all'Europa delle "si rategie per la crescita", che incentiva la flessibilità e la mobilità del lavoro. Le politiche migratorie comunitarie, "selettive" e "flessibili", si impegnano ad attrarre e respingere i migranti in base alle esigenze variabili dei mercati. L'Unione dimentica il "diritto di migrare", la complessità dei percorsi migratori, il loro rapporto col mondo postcoloniale e neoliberista; mentre si appella al "bisogno di manodopera straniera" e alla "lotta contro l'immigrazione irregolare". Ma il dispositivo di immigrazione comunitario non produce l'effetto biopolitico di creare nuove tipologie di soggetti: i "regolari" e gli "irregolari". Piuttosto, destabilizza lo status soggettivo dei nuovi arrivati: trasforma molti in "precari (ir)regolari" e li indebolisce come attori sociali. Si profila così, nella costruzione europea, una crisi profonda non solo dei diritti, ma anche delle pratiche di cittadinanza, già ampiamente messe in discussione dal dispositivo di flessibilità.