Quodlibet Libri
Libri editi da Quodlibet pubblicati nella collana Quodlibet Teoria delle arti
Prossime uscite della collana Quodlibet
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788874627929 La «Melencolia I» di Dürer. Una ricerca storica sulle fonti e i tipi figurativi
- 9788871055701 Fine del moderno
- 9788871055688 Traditio fidei e younger generations. Ediz. italiana
- 9788871055572 «Discese agli inferi»
Forma e figura. Sul problema della rappresentazione in Ernst Cassirer e Paul Klee Metta Carmen - Quodlibet, 2010 - Quodlibet
Forma e figura sono le "parole originarie" di Cassirer e Klee e le parole-specchio per un'inedita comparazione tra la teoria delle forme simboliche di Cassirer e la teoria della figurazione quale precipitato dell'opera teorica e artistica di Klee. Il confronto, così istituito, tra "pensiero configurativo" e "pensiero figurativo" è un confronto diretto, vivo: non avviene solo sulla base di fonti estetiche comuni - le letture incrociate di Leibniz e Goethe - di contenuti teoretici convergenti, di tracce, di suggestioni, di parentele, anche lontane, ma entra nelle strutture profonde della "rappresentazione", si cristallizza sulle strutture-chiave del Linienzug, il "tratto di linea", dell'Ausdruckswahrnehmung, la "percezione d'espressione", dell'Urphänomen, il "fenomeno originario", del Werk, l'"opera", del Kunstwerk, l'"opera d'arte".Il libro di Carmen Metta giunge così a formulare una sorta di identità degli archetipi della "simbolica" già percettiva e della "figurazione" già espressiva.
La fine dell'avanguardia Brandi Cesare D'angelo P. (Cur.) - Quodlibet, 2008 - Quodlibet
Il saggio che dà il titolo al presente volume è del 1949, e costituisce uno di quei felici casi in cui non solo un testo dopo tanti anni non ha perso smalto e vigore interpretativo, ma addirittura non smette di abbracciare ambiti del reale non prevedibili per lo stesso autore. Parlando di "fine dell'avanguardia" Brandi chiama in causa un paradigma dell'opera d'arte e della funzione dell'artista che fa risalire al romanticismo - l'arte come rivolta, come rottura, la metafisica del nuovo a tutti i costi - che per l'appunto con le avanguardie novecentesche raggiunge il suo punto di estenuazione e che, a quanto pare, non sembra più lasciare spazio a nuove modalità espressive degne del titolo di "arte". Gli accenti sono sovente quelli del pamphlet (esemplari a riguardo le pagine sull'America, il proibizionismo, l'isolazionismo, l'ambiguo rapporto da un lato col jazz e dall'altro con la madre Europa), ma i pamphlet spesso guardano al passato per castigare il presente; in questo caso la voce di Brandi avvolge soprattutto ciò che viene dopo, ciò che ci ha riguardato negli ultimi decenni e da cui ancora non si può dire si sia preso commiato.